Il chip M7 Ultra di Apple promette di raddoppiare la memoria unificata massima rispetto al fratello M5 Ultra, aprendo scenari finora impensabili per chi vuole far girare modelli di intelligenza artificiale enormi direttamente sul proprio computer, senza appoggiarsi al cloud. Un salto che potrebbe portare sulla scrivania la possibilità di gestire modelli da mille miliardi di parametri, roba che fino a poco tempo fa richiedeva infrastrutture da data center.
Andiamo con ordine, perché la tabella di marcia di Apple è un po’ particolare. Secondo le indiscrezioni, la casa di Cupertino salterà del tutto il lancio dell’M6 Ultra. Prima arriverà l’M5 Ultra, atteso entro la fine di quest’anno, e solo dopo, nel 2027, vedremo comparire l’M7 Ultra, che seguirà l’uscita dei chip M7 Pro e M7 Max. Un’attesa lunga, certo, ma che secondo le prime voci varrebbe la pena, soprattutto per chi lavora con l’intelligenza artificiale e finora si è scontrato con i limiti della memoria disponibile.
Quanta memoria potrà gestire davvero l’M7 Ultra
Qui arriva la parte interessante. L’M5 Ultra dovrebbe fermarsi a 768GB di memoria unificata, un valore già di per sé notevole. L’M7 Ultra, invece, punta a raggiungere la cifra monstre di 1,5TB. Sostanzialmente il doppio. Un numero che fa girare la testa e che, se confermato, cambierebbe le regole del gioco per le workstation di fascia alta.
Va detto però che far girare modelli di IA avanzati non dipende solo dalla quantità di RAM. Contano anche la velocità della CPU e, soprattutto, la banda di memoria. Su questo fronte c’è un precedente incoraggiante: l’M3 Ultra offriva già 819GB/s di banda, quindi non sarebbe una sorpresa vedere l’M7 Ultra superare la soglia del terabyte al secondo. Sul dettaglio dei core, invece, poche certezze. Si sa solo che l’M5 Ultra dovrebbe arrivare a una CPU con 36 core e una GPU con 80 core, sempre abbinata ai 768GB di memoria.
C’è un ma, e non è di poco conto. La disponibilità effettiva della configurazione da 1,5TB dipenderà dallo stato del mercato. La carenza diffusa di chip di memoria ha reso questi componenti più difficili da reperire e più costosi. Apple sta testando le DRAM di CXMT proprio per attutire i problemi di approvvigionamento, ma l’incognita resta.
Il prezzo e cosa significa in concreto per l’IA
Parliamo di soldi, perché è inevitabile. Il Mac Studio equipaggiato con l’M7 Ultra nella versione al massimo delle sue possibilità potrebbe costare intorno ai 18.500 euro. Una cifra da capogiro, ma coerente con il target di questa macchina. Per fare un confronto, il Mac Studio attuale con M3 Ultra e 96GB di memoria unificata parte da circa 4.900 euro nella configurazione più economica, ovviamente rinunciando a diversi core di CPU e GPU e accontentandosi di un SSD da 1TB.
Ma quanto conta davvero tutta questa potenza per l’intelligenza artificiale? Un esempio chiarisce meglio di tante parole. L’M3 Ultra con i suoi 512GB di RAM riesce già a far girare il modello DeepSeek R1, che conta 671 miliardi di parametri. Con 1,5TB a disposizione, l’M7 Ultra dovrebbe riuscire a gestire modelli da 1,2 mila miliardi di parametri usando la quantizzazione a 8 bit. Sulla carta un risultato notevole, che non vediamo l’ora di verificare nei benchmark futuri.