Google Foto si prepara a cambiare ancora pelle, almeno sul fronte degli strumenti che permettono di sistemare e abbellire le immagini. Il servizio di Mountain View è da tempo uno dei più usati in assoluto, e gran parte del merito va a quell’interfaccia pulita che mette tutti nelle condizioni di lavorare le proprie foto senza impazzire tra menu e impostazioni. Adesso il team di sviluppo sembra intenzionato a spingere ancora più in là le funzioni di editing, con un paio di novità che riguardano i collage e uno strumento ancora avvolto nel mistero.
Cosa cambia per i collage
Chi mastica un po’ l’app conosce già la sezione Crea, dove vive lo strumento per i collage. L’idea di base è semplice: combinare più scatti in un’unica immagine, magari da condividere con gli amici, da pubblicare sui social oppure da stampare e tenere lì, sul mobile in salotto. Da diverso tempo si parla di un ampliamento delle possibilità, e ora i contorni iniziano a farsi più definiti.
La prima aggiunta riguarda la modifica dell’aspetto dei bordi nei collage, una di quelle rifiniture che a prima vista sembrano dettagli ma che cambiano parecchio il risultato finale. La seconda novità è organizzativa: le opzioni dovrebbero essere raggruppate per tema, così da rendere tutto più ordinato e immediato da scegliere. I modelli verrebbero suddivisi in categorie ben precise, ovvero Featured, Grid, Film, Classic, Love, Celebration, Floral, Decoration e Shapes. Una struttura che, almeno sulla carta, dovrebbe semplificare la vita a chi cerca quel preciso stile per un’occasione particolare, dal compleanno al matrimonio, fino al collage a tema floreale.
Il misterioso strumento Soba
Qui le cose si fanno interessanti, anche perché di concreto c’è davvero poco. Il team al lavoro su Google Foto sta mettendo a punto un nuovo strumento per l’editing del quale, al momento, si conosce soltanto il nome: Soba. Niente descrizioni ufficiali, niente anteprime funzionanti. Solo un nome e un’icona.
Proprio dall’icona scelta da Mountain View arriva l’unico indizio degno di nota. A giudicare dal simbolo, dovrebbe trattarsi di uno strumento dedicato ai video e basato sull’intelligenza artificiale. Difficile dire di più, e per un motivo molto pratico: allo stato attuale Soba non funziona. Provando ad aprirlo compare soltanto un messaggio di errore, il che taglia fuori qualsiasi possibilità di capire davvero cosa farà una volta pronto. L’auspicio è che il quadro si chiarisca nel giro di poco tempo, magari con qualche dettaglio in più sulle reali capacità di questa funzione.
Nel frattempo, l’app continua a ricevere piccole attenzioni anche su altri fronti. Tra le cose in arrivo c’è infatti un metodo più veloce per copiare un’immagine direttamente dall’applicazione, una di quelle migliorie che non fanno rumore ma che si apprezzano nell’uso quotidiano. Il lavoro sugli strumenti di editing insomma prosegue su più binari, con l’obiettivo dichiarato di rendere ancora più piacevole conservare e condividere i propri ricordi.