La proroga del taglio delle accise carburanti è arrivata ieri, 6 giugno, dopo giorni di incertezze e di voci su possibili misure alternative. Il Governo ha deciso di confermare lo sconto fino al 3 luglio 2026, ma con una novità che non piacerà a molti: il beneficio è stato tagliato rispetto al passato. La misura entra in vigore da domani, 7 giugno, ed è pensata per evitare un’impennata improvvisa dei prezzi alla pompa. A finanziarla ci sono i 149,4 milioni di euro arrivati dall’extragettito IVA incassato a maggio.
L’esecutivo ha scelto di contenere i rincari attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili. Solo che, rispetto agli interventi precedenti, lo sconto stavolta pesa molto meno sul portafoglio degli automobilisti. E le polemiche non si sono fatte attendere: le associazioni dei consumatori parlano apertamente di un compromesso al ribasso, una soluzione che concede poco e toglie parecchio.
Diesel e benzina ora viaggiano alla pari
Andando nel dettaglio, ecco come cambiano gli sconti decisi dal decreto. Sulla benzina non cambia nulla: resta confermata la riduzione di 5 centesimi al litro, che con l’IVA salgono a 6,1 centesimi. L’accisa viene fissata a 622,90 euro per mille litri.
Per il gasolio, invece, la situazione si fa più amara. Il taglio viene dimezzato, passando da 10 a 5 centesimi al litro. Considerando l’IVA, il risparmio effettivo scende dai precedenti 12,2 centesimi a 6,1 centesimi per litro. Anche qui l’accisa è fissata a 622,90 euro per mille litri, motivo per cui diesel e benzina si ritrovano ora praticamente equiparati.
Capitolo GPL: le accise sul gas di petrolio liquefatto usato come carburante per autotrazione vengono stabilite a 242,77 euro per mille grammi.
Quanto pesa davvero sul pieno
La rideterminazione delle accise sul gasolio si fa sentire subito sulle tasche di chi guida. Numeri alla mano, per via della riduzione del beneficio fiscale, fare un pieno di gasolio da 50 litri a partire dal 7 giugno costerà 3,05 euro in più rispetto a prima. Non una cifra enorme presa singolarmente, ma che moltiplicata per milioni di rifornimenti diventa parecchio.
Le associazioni di categoria, tra cui Codacons e Unione Nazionale Consumatori, mettono le mani avanti: il prezzo del gasolio tornerà con tutta probabilità sopra la soglia dei 2 euro al litro, arrivando a superare i 2,13 euro al litro in autostrada. Sommando tutto, il ridimensionamento del taglio peserà sugli automobilisti per circa 17,1 milioni di euro a settimana, considerando solo i costi di rifornimento.
Una stangata che, nel pieno della stagione dei viaggi estivi, rischia di farsi notare ancora di più sulle lunghe percorrenze, proprio quando il traffico verso le mete di vacanza inizia a intensificarsi.