Le eSIM ormai sono sempre più centrali tra gli utenti. Chi viaggia spesso lo sa bene, e i numeri lo confermano senza tanti giri di parole. Quella che fino a poco tempo fa sembrava una scelta da smanettoni o da appassionati di tecnologia è diventata roba per tutti. A dirlo è Airalo, uno dei nomi più grossi del settore, che ha appena annunciato di aver superato la soglia dei 30 milioni di utenti. Per dare un’idea della velocità con cui sta crescendo questo mercato: poco più di un anno fa il contatore si fermava a 20 milioni.
I costi del roaming, va detto, in Europa non spaventano quasi nessuno ormai. Il problema salta fuori quando ci si sposta fuori dai confini del continente, dove le tariffe restano salate. Ed è proprio qui che le SIM virtuali hanno trovato terreno fertile, diventando per molti viaggiatori una cosa da mettere in valigia senza nemmeno pensarci.
Cosa scelgono davvero gli utenti
Le statistiche diffuse da Airalo raccontano parecchio sulle abitudini di chi usa una SIM digitale. Il dato che colpisce di più riguarda i piani illimitati: un balzo del 193% a livello globale dal momento del lancio, avvenuto nel terzo trimestre del 2025, e addirittura un +340% in Italia se si guarda ai primi mesi del 2026. Tradotto: la gente preferisce non doversi preoccupare di quanti gigabyte restano. Cercare un indirizzo, seguire le indicazioni stradali, guardare un video durante un’attesa in aeroporto, tutto senza l’ansia del contatore che corre.
Ahmet Bahadir Ozdemir, fondatore e amministratore delegato dell’azienda, ha messo le cose così: “Quando abbiamo fondato Airalo, l’idea di poter acquistare un piano dati locale per qualsiasi Paese del mondo, in pochi minuti e direttamente dal telefono, sembrava rivoluzionaria. Oggi, 30 milioni di persone lo fanno senza pensarci due volte”. Una buona fetta di questa crescita arriva proprio dall’abitudine. Niente più traffico mobile da disattivare prima dell’atterraggio, niente caccia al Wi-Fi, niente schede locali da infilare nello smartphone.
Perché il fenomeno sta accelerando
Lo stesso Ozdemir aggiunge una considerazione che spiega bene la direzione presa: “La migliore tecnologia non si limita a risolvere un problema: conquista un posto permanente nel modo in cui le persone vivono il mondo. La nostra ambizione è fare in modo che preoccuparsi della connettività sembri antiquato quanto preoccuparsi di aver stampato la carta d’imbarco”.
Non è solo questione di percezione. Il mese scorso la GSMA, l’associazione che organizza il Mobile World Congress, ha pubblicato un’analisi sul tema, prevedendo che questa tecnologia supererà le schede fisiche tradizionali in termini di dispositivi connessi entro il 2030. A spingere così tanto negli ultimi tempi hanno contribuito alcuni fattori precisi. Uno su tutti: la vendita dei nuovi iPhone senza slot per le SIM fisiche in diversi mercati. Ha pesato anche l’adozione in Cina, dove i volumi sono enormi.
C’è poi un aspetto che merita una precisazione. La crescita non riguarda soltanto Airalo. Durante un evento di settore sono emerse ricerche di mercato, al momento non divulgabili, che mostrano come lo stesso trend stia coinvolgendo anche altri marchi. Tra questi Holafly e Saily, quest’ultimo di Nord Security. Segno che il fenomeno è trasversale e non legato a un singolo operatore, ma a un cambio di abitudini che sta interessando l’intero comparto della connettività in viaggio.