Bonus decoder di nuovo sul tavolo, a distanza di due anni dall’ultima volta. L’incentivo torna disponibile per le famiglie italiane e funzionerà in modo molto simile a quello pensato per gli elettrodomestici: tutto online, niente code agli sportelli, niente moduli cartacei da compilare a mano. Il fulcro sarà la piattaforma PARI gestita da PagoPA, dove avverranno sia i controlli sui requisiti di chi presenta domanda sia l’emissione vera e propria del voucher.
Quasi tutto è pronto. Manca soltanto un dettaglio non da poco: la data esatta a partire dalla quale si potrà inviare la richiesta. Su questo punto bisognerà ancora pazientare un po’, ma il resto del meccanismo è già definito nero su bianco.
Come funziona il bonus e quanto vale
Il contributo coprirà fino al 70% del costo di acquisto del decoder. Attenzione però ai tetti massimi, perché qui sta la sostanza: 30 euro per i modelli standard pensati per il digitale terrestre e 70 euro per quelli satellitari. In pratica una mano concreta per chi deve cambiare apparecchio, ma senza esagerare con le cifre.
C’è una regola chiara da tenere a mente. Si potrà richiedere un solo contributo per nucleo familiare, e solo a patto che il pagamento del canone RAI sia in regola. Niente furbizie, insomma. La verifica dei requisiti la farà direttamente la piattaforma, incrociando i dati dell’Anagrafe nazionale con quelli dell’Agenzia delle Entrate. Una volta accertato che si ha diritto all’agevolazione, il sistema genererà un codice alfanumerico univoco da mostrare al venditore per ottenere lo sconto direttamente in fattura.
Il voucher avrà una scadenza, quindi una volta ricevuto conviene muoversi senza perdere tempo. E un altro aspetto pesa parecchio: i contributi verranno rilasciati seguendo l’ordine di presentazione delle domande. Chi prima arriva, meglio alloggia, per dirla con un proverbio che qui calza a pennello. Il tutto poggia su un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, registrato dalla Corte dei Conti il 27 maggio 2026.
I fondi stanziati e dove fare domanda
Sul piano economico le risorse messe sul piatto ammontano a 30 milioni di euro. Di questi, però, una fetta pari a 1,2 milioni (il 4%) andrà a coprire i costi di gestione della piattaforma da parte di PagoPA e Invitalia. Tradotto in soldoni effettivi a disposizione delle famiglie, restano 28,8 milioni di euro netti destinati agli incentivi veri e propri.
Tutte le informazioni pratiche, vale a dire l’elenco dei prodotti acquistabili, la lista dei venditori aderenti e i requisiti dettagliati, saranno raccolte sulla stessa piattaforma PARI. Lì si concentrerà tutto il processo, dalla domanda fino all’ottenimento del codice. Per chi cerca riferimenti ufficiali, il punto di partenza sarà anche il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove verranno pubblicati i dettagli aggiornati man mano che ci si avvicina all’apertura delle richieste.
Resta da fissare quella benedetta data di partenza, l’unico tassello ancora sospeso prima che il bonus decoder entri ufficialmente in funzione e le famiglie possano cominciare a inoltrare le proprie domande sulla piattaforma.