Apple TV è stato indicato come il servizio di streaming con i contenuti di qualità migliore, addirittura davanti a un gigante come Netflix. La domanda da cui parte tutto è una di quelle che sembrano semplici ma non lo sono affatto: qual è la piattaforma migliore in circolazione? Magari una risposta secca non esiste nemmeno, però c’è chi ci ha provato sul serio, ribaltando il modo classico di guardare la faccenda.
Non conta solo quante ore passi davanti allo schermo
Di solito il ragionamento è banale: più tempo gli spettatori restano incollati allo schermo, più un servizio viene considerato un successo. Logico, in apparenza. Ma quel parametro racconta una parte sola della storia. Misura la quantità, non il valore di quello che viene offerto. E qui sta il punto interessante. Una recente analisi ha deciso di guardare le cose dall’altro lato, valutando le piattaforme non per quante ore riescono a strappare al sonno degli abbonati, ma per la sostanza dei contenuti che mettono sul tavolo.
Il verdetto della prima edizione di questa indagine, condotta dalla società MoffetNathanson, vede Apple TV piazzarsi davanti a Netflix. Un risultato che, a pensarci bene, non stupisce poi così tanto. Chi segue da vicino le produzioni della casa di Cupertino sa bene quanto siano curate, premiate, spesso al centro delle conversazioni della critica.
Come è stata misurata la qualità
La parte più curiosa riguarda il metodo. È stato introdotto un indicatore inedito, costruito proprio attorno al concetto di qualità. Per arrivarci sono stati messi insieme elementi piuttosto specifici. C’è il prestigio legato a premi e recensioni della critica, c’è la profondità delle saghe disponibili, e poi c’è un dettaglio a cui in pochi penserebbero: l’orario in cui i programmi vengono guardati.
Sembra una sciocchezza, eppure dice tanto. Guardare uno show in prima serata non è la stessa cosa che tenere la televisione accesa come sottofondo a notte fonda. Nel primo caso c’è attenzione, intenzionalità, una scelta vera. Nel secondo, spesso, c’è solo rumore di fondo. A questi fattori l’analisi ha aggiunto altri due tasselli: la richiesta di mercato e la presenza di eventi sportivi dal vivo, sempre più centrali nella battaglia tra le piattaforme.
Il quadro che ne esce ribalta le gerarchie a cui ci siamo abituati. Per anni il successo di una piattaforma si è misurato a colpi di ore di visione e numero di abbonati, con Netflix nel ruolo del re indiscusso. Spostando l’asticella sulla qualità effettiva dei contenuti, però, le posizioni cambiano. E Apple TV, che parte da un catalogo più ristretto ma costruito con attenzione quasi maniacale, ne esce premiata.