SpaceX si è aggiudicata un contratto da 4,16 miliardi di dollari, circa 3,85 miliardi di euro, firmato con la U.S. Space Force per costruire una rete di satelliti capace di tracciare aerei e missili appartenenti a potenze militari straniere. Il sistema, battezzato Space-Based Advanced Moving Target Indicator (SB-AMTI), andrà a far parte del progetto più ampio noto come Golden Dome, l’idea di difesa fortemente voluta da Donald Trump. E non finisce qui, perché l’azienda di Elon Musk ha messo in tasca altri 2,29 miliardi di dollari, all’incirca 2,12 miliardi di euro, per realizzare lo Space Data Network (SDN) Backbone, una rete di comunicazione satellitare.
Contratti per oltre 6 miliardi a SpaceX
Tutto parte da un ordine esecutivo che Trump ha firmato alla fine di gennaio 2025 per la costruzione di un Iron Dome for America. Il nome richiamava in modo abbastanza diretto il celebre sistema di difesa anti-missile israeliano, salvo poi essere cambiato in Golden Dome. Secondo i numeri diffusi dalla Casa Bianca, il costo complessivo dovrebbe aggirarsi intorno ai 185 miliardi di dollari, vale a dire più o meno 171 miliardi di euro, con i primi test programmati entro il 2028.
C’è però chi non si fida troppo di quelle cifre. Diversi esperti del settore sostengono infatti che i costi reali possano salire parecchio, arrivando fino a 3.600 miliardi di dollari, circa 3.330 miliardi di euro. Il motivo è semplice: i satelliti, una volta in orbita, non si riparano. Quando smettono di funzionare vanno sostituiti, punto. E questo, sul lungo periodo, fa lievitare il conto in maniera importante.
Alla realizzazione del progetto, comunque, parteciperanno quasi tutte le grandi aziende che già lavorano con il Dipartimento della Difesa. Tra i nomi coinvolti ci sono Palantir, Anduril, Lockheed Martin, Northrop Grumman e ovviamente SpaceX.
Cosa dovrà fare la costellazione di Musk
Il contratto più sostanzioso, quello da 4,16 miliardi di dollari, riguarda la costruzione della rete di satelliti che dovrà individuare aerei e missili nemici sfruttando appositi sensori piazzati nello spazio. Secondo i piani, la costellazione di satelliti dovrebbe essere completata entro il 2028.
Il secondo accordo, da 2,29 miliardi di dollari, prevede invece lo sviluppo di un backbone di comunicazione che farà leva sui satelliti Starshield. Qui i tempi sono più stretti: il prototipo dovrà essere pronto entro il 2027. Sempre per quella data, Northrop Grumman ha fatto sapere che è in programma la prima dimostrazione dei missili intercettori, un altro tassello fondamentale di tutto l’impianto difensivo.