Alcuni segnali radio arrivati dallo spazio profondo e ripetuti con una precisione quasi ostinata stanno facendo lavorare di fervida immaginazione gli astronomi, perché dietro questi lampi potrebbe nascondersi qualcosa che ricorda da vicino una stella “vampira”. Dal 2022 c’è una famiglia di emissioni davvero strane sotto osservazione, e adesso qualche pezzo del puzzle inizia a trovare il suo posto.
Il punto curioso è proprio la regolarità. Questi segnali radio non arrivano a caso, ma seguono ritmi precisi: alcuni si ripetono ogni pochi minuti, altri lasciano passare diverse ore prima di tornare a farsi sentire. E non finisce qui. Certi lampi sembrano andare avanti da decenni, mentre altri spariscono dopo appena qualche giorno, come se qualcuno avesse spento un interruttore. Una bella gatta da pelare, insomma, per chi prova a metterli in fila e dare loro un senso.
Perché i pulsar sono stati esclusi
Quando si parla di emissioni che si ripetono a intervalli costanti, il primo pensiero corre quasi sempre ai pulsar, quelle stelle di neutroni che ruotano vorticosamente e spazzano il cosmo come un faro. Solo che, in questo caso, gli astronomi hanno escluso proprio i pulsar come responsabili. I tempi sono diversi, i comportamenti pure, e così la spiegazione classica è finita da parte.
Ecco allora farsi avanti un’ipotesi più intrigante. La causa di questi segnali radio potrebbe stare in particolari sistemi binari, cioè coppie di stelle legate dalla gravità, dove uno dei due corpi è una nana bianca. Sono i resti compatti e densissimi di stelle che hanno ormai esaurito il loro combustibile, oggetti piccoli ma capaci di fenomeni tutt’altro che banali quando si trovano in compagnia.
L’idea della stella “vampira”
Il soprannome da stella “vampira” non è messo lì per fare colore. In sistemi del genere, infatti, può succedere che la nana bianca sottragga materia alla compagna, risucchiando gas come se se ne nutrisse. È un meccanismo che gli astronomi conoscono bene, e che potrebbe spiegare perché certe emissioni durino così a lungo e altre, invece, si esauriscano nel giro di pochissimo tempo.
L’osservazione di questi fenomeni va avanti ormai da diversi anni, e ogni nuovo lampo aggiunge un dettaglio in più al quadro generale. Capire da dove arrivino davvero questi segnali radio significherebbe mettere le mani su un pezzo di cosmo finora rimasto piuttosto oscuro, perché i ritmi così regolari, fuori dallo schema dei pulsar, restano una delle stranezze più affascinanti tra quelle catturate dai radiotelescopi.