Atari acquisisce Hipster Whale, lo studio australiano che più di dieci anni fa ha fatto impazzire milioni di giocatori con Crossy Road. La mossa conferma la voglia dell’azienda di rafforzarsi nel settore mobile, un terreno che negli ultimi tempi è diventato sempre più centrale nelle sue strategie. E quando si parla di chi ha portato in giro un piccolo titolo in stile Frogger capace di spopolare ovunque, beh, il nome di Hipster Whale salta subito agli occhi.
Chi è Hipster Whale e perché interessa ad Atari
Dopo il colpaccio di Crossy Road, il team non si è fermato lì. Ha messo le mani su altri progetti mobile che hanno avuto un buon riscontro, da Shooty Skies al celebre Pac-Man 256, passando per Rooms of Doom. Insomma, un curriculum che dimostra come quello studio sappia davvero confezionare giochi facili da prendere in mano ma difficili da mollare, esattamente quello che serve per andare forte sui dispositivi mobili.
Lo studio resta una realtà di dimensioni contenute, con un organico che si colloca nella fascia tra 20 e 50 dipendenti. Numeri piccoli, ma sufficienti per macinare titoli che hanno fatto il giro del mondo. Adesso, con Atari alle spalle, il discorso cambia parecchio: avere un partner solido significa poter pensare più in grande senza i soliti vincoli che frenano i team indipendenti.
Quanto vale l’operazione e cosa cambia ora
Per portarsi a casa il team, Atari ha messo sul tavolo circa 27 milioni di euro tra contanti e azioni. A questa cifra si potrebbe aggiungere un bonus legato alle prestazioni: altri 9 milioni di euro circa, distribuiti negli anni a venire in base ai risultati ottenuti da Hipster Whale. Sommando tutto, l’operazione potrebbe sfiorare i 36 milioni di euro complessivi. Una bella somma, che dice molto su quanto Atari creda in questa direzione.
C’è poi un dettaglio che vale la pena sottolineare. Matt Hall, attuale capo e cofondatore dello studio, non resterà sullo sfondo. Passerà direttamente in Atari con un ruolo gestionale e si occuperà di supervisionare lo sviluppo dei futuri titoli mobile dell’intera azienda, non solo di quelli legati al suo vecchio team. Un segnale chiaro: il know how di Hall viene considerato un valore da sfruttare su tutta la linea.
L’azienda ha spiegato che l’acquisto rientra in un piano di espansione più ampio sul fronte mobile. Negli ultimi tempi Atari ha stretto collaborazioni con Netflix, Amazon e con la piattaforma di infotainment AirConsole, accordi che richiedono una capacità produttiva ben più strutturata di prima. Per questo serviva un team capace di sfornare giochi mobile competitivi, e Hipster Whale sembra rispondere perfettamente a quell’esigenza.
Il risultato è un’operazione che porta vantaggi a entrambe le parti. Atari guadagna competenze preziose proprio dove vuole crescere, mentre il piccolo studio australiano trova finalmente le risorse e la stabilità per spingersi oltre i confini raggiunti finora. La direzione intrapresa dall’azienda, a questo punto, è davvero difficile da fraintendere.