Il remake di Baldur’s Gate 2 potrebbe essere molto più vicino di quanto i fan immaginassero, anche se per ora va detto subito: non c’è nessun annuncio ufficiale sul tavolo. A muovere le acque è un report che parla di un progetto già in lavorazione, con Wizards of the Coast pronta a rimettere mano a uno dei nomi più amati nella storia dei giochi di ruolo. E il dettaglio che fa drizzare le antenne riguarda chi ci starebbe lavorando.
Stando alla ricostruzione, tra le persone coinvolte ci sarebbe Kevin Martens, co lead designer del capitolo originale uscito nel 2000. Un volto storico, insomma, che difficilmente verrebbe richiamato per un’operazione di basso profilo. La sua eventuale presenza darebbe al tutto un peso diverso, perché le aspettative attorno a Baldur’s Gate oggi non sono più quelle di qualche anno fa.
Perché un remake e non subito il quarto capitolo
Dopo il successo travolgente di Baldur’s Gate 3, ogni minimo movimento legato ai Forgotten Realms viene seguito con il fiato sospeso. Si sapeva già che Baldur’s Gate 4 resta nei piani di Wizards of the Coast, ma questo possibile rifacimento seguirebbe una strada tutta sua. Non sarebbe il seguito diretto della trilogia moderna firmata Larian, e nemmeno un semplice ritocco commerciale per spremere ancora un po’ il marchio.
L’idea, almeno per come viene raccontata, sarebbe quella di riportare al centro un classico del 2000 con una produzione capace di parlare anche a chi è arrivato dopo. E qui sta la parte più delicata. BioWare non è più il volto operativo della saga, mentre Larian ha già messo le carte in tavola spiegando di non voler restare ancorata a questo universo. Per Wizards, allora, un remake avrebbe un vantaggio concreto: tenere caldo il brand senza bruciare subito la carta pesante di un quarto capitolo numerato.
Quanto conservare del classico originale
Il tempismo non sembra affatto casuale. Il pubblico dei giochi di ruolo è tornato a innamorarsi dei sistemi a party, delle scelte che si ramificano e delle campagne lunghissime, quel tipo di esperienza che fino a poco tempo fa veniva quasi etichettata come roba di nicchia. C’è però una differenza enorme rispetto a una banale riedizione. Un remake vero costringe a una scelta: quanto tenere dell’impianto originale e quanto invece rendere accessibile a chi associa il nome soprattutto al lavoro di Larian.
Recuperare un capitolo così amato vorrebbe dire rimettere in circolo personaggi e luoghi che oggi molti giocatori conoscono soltanto di nome. Un rifacimento fedele accontenterebbe i fan storici, mentre un’operazione più ambiziosa finirebbe inevitabilmente per essere paragonata all’eredità ingombrante di Baldur’s Gate 3.