PlayStation Store ha appena vissuto un’altra giornata di grandi pulizie, con Sony che ha deciso di togliere di mezzo una serie di giochi imitazione finiti nel mirino per la loro scarsa qualità. Un intervento mirato, pensato per proteggere chi naviga tra le pagine dello store e rischia di imbattersi in prodotti che hanno ben poco da offrire.
Il fenomeno dei cosiddetti giochi spazzatura non è certo una novità su PlayStation Store. Se ne parla ormai da tempo, e chi frequenta abitualmente il negozio digitale di Sony sa bene quanto sia diventato facile, ogni tanto, incappare in titoli che sembrano costruiti più per ingannare l’occhio distratto che per regalare un’esperienza di gioco vera. Copertine accattivanti, nomi che richiamano successi famosi, magari un prezzo abbordabile: il pacchetto sembra invitante, salvo poi rivelarsi una delusione una volta avviato il gioco.
Cosa ha rimosso Sony dallo store
A finire sotto la scure sono stati diversi giochi imitazione, quei prodotti che tentano di sfruttare la somiglianza con altri titoli per attirare acquisti facili. La strategia di Sony, in questi casi, è piuttosto diretta: invece di intervenire su un singolo gioco alla volta, l’azienda preferisce fare piazza pulita rimuovendo in blocco tutte le produzioni riconducibili a determinate software house. Un approccio che permette di colpire alla radice il problema, andando a eliminare non il singolo episodio ma l’intero catalogo di chi sforna queste produzioni di bassa lega a ripetizione.
Si tratta di un’operazione che, a conti fatti, va a vantaggio di tutti. Da una parte ci sono gli utenti, che si ritrovano uno store più pulito e affidabile, con meno rischi di buttare via soldi su qualcosa che non vale nulla. Dall’altra c’è la credibilità stessa della piattaforma, che con interventi del genere prova a mantenere alto lo standard qualitativo. Perché un negozio digitale invaso da imitazioni e copie sbiadite finisce, alla lunga, per perdere appeal agli occhi di chi cerca contenuti seri.
Un problema che torna a galla periodicamente
La pulizia su PlayStation Store non è un evento isolato. Provvedimenti simili sono arrivati più volte nel corso del tempo, segno che il problema dei titoli spazzatura tende a ripresentarsi con una certa regolarità. È un po’ come svuotare una vasca che continua a riempirsi: ogni volta che Sony interviene, prima o poi spuntano nuove software house pronte a riprovarci con lo stesso schema.
Il meccanismo è sempre quello. Qualcuno carica decine di prodotti realizzati con pochissimo impegno, magari sfruttando asset già pronti o copiando idee altrui, e li mette in vendita sperando che qualche acquisto vada comunque a buon fine. Quando il numero diventa eccessivo o le segnalazioni si accumulano, scatta il provvedimento di Sony, che rimuove tutto in un colpo solo.