L’X-59 della NASA è pronto a fare quello per cui è stato costruito: rompere la barriera del suono. Succederà a inizio giugno, quando il velivolo sperimentale salirà fino a 13 chilometri di quota per affrontare il primo volo davvero supersonico della sua storia. Un momento atteso da anni, da quando il programma ha preso forma, e che adesso entra finalmente nel vivo.
Fino a oggi infatti il lavoro era stato tutto preparatorio. Niente strappi, niente velocità record: solo controlli, verifiche, prove tecniche. Il volo inaugurale risale all’ottobre 2025, e da quel momento in poi gli ingegneri si sono concentrati esclusivamente sul collaudo dei sistemi di bordo. Una fase fondamentale, anche se meno spettacolare, perché prima di spingere un aereo oltre la velocità del suono serve essere sicuri che ogni componente risponda come previsto.
Cosa succederà a giugno con il volo supersonico
Il piano è chiaro. A inizio giugno l’X-59 raggiungerà i 13 chilometri di altitudine e proverà per la prima volta a superare quella soglia che separa il volo normale da quello supersonico. Una tappa che cambia completamente la natura del programma: si passa dalla teoria e dai test a terra a una dimostrazione concreta, in volo, di ciò che il velivolo sa fare.
Ma c’è un dettaglio che rende questo aereo diverso da tutti gli altri caccia o jet che hanno già infranto la barriera del suono in passato. L’obiettivo non è solo andare veloce. È andare veloce facendo meno rumore possibile. Ed è qui che entra in gioco la parte più interessante del progetto.
Il segreto del boom sonico ridotto
Quando un aereo supera la velocità del suono produce quel fragore secco e violento che tutti conoscono come boom sonico. È il motivo per cui da decenni i voli supersonici sopra le aree abitate sono di fatto vietati: il rumore è semplicemente troppo forte. L’X-59 nasce proprio per provare a risolvere questo problema, con una forma allungata e un design pensato per attenuare l’onda d’urto.
La fase di giugno servirà prima di tutto a verificare la sicurezza del passaggio supersonico. Solo dopo, una volta confermato che tutto funziona, arriverà il momento di raccogliere i dati che contano davvero: quelli sul boom sonico ridotto. Sono questi numeri a poter aprire scenari completamente nuovi, perché se davvero il rumore prodotto risultasse contenuto, si potrebbe tornare a immaginare voli supersonici anche sopra le città, cosa oggi impensabile.
Il lavoro della NASA punta quindi a qualcosa di più ampio di un semplice record di velocità. L’X-59 è una piattaforma di test, uno strumento per capire se l’aviazione del futuro potrà permettersi di volare più rapida senza far tremare le finestre delle case sottostanti. I dati raccolti dopo questo primo volo supersonico saranno la base per tutte le valutazioni successive, comprese quelle che riguardano eventuali modifiche alle normative attuali.