Directive 8020 è uno di quei giochi che mette subito alla prova qualsiasi configurazione, e chi prova ad avviarlo con tutto al massimo se ne accorge in fretta. I titoli per PC stanno diventando sempre più complessi, soprattutto quelli costruiti sul famigerato Unreal Engine 5 di Epic Games, e raramente le impostazioni grafiche predefinite o spinte al limite riescono a trovare quel giusto equilibrio tra qualità visiva e prestazioni che la maggior parte dei giocatori cerca. Purtroppo Directive 8020 non fa eccezione a questa regola.
Un horror cinematografico che pesa sulla GPU
Trattandosi di un horror cinematografico alimentato dall’Unreal Engine 5, non sorprende più di tanto che il preset grafico High, quello con tutto al massimo, riesca a mettere in difficoltà la scheda video. E la cosa vale anche senza attivare il ray tracing o il path tracing, due tecnologie che di solito fanno crollare il frame rate sulle macchine meno potenti. Insomma, il gioco chiede molto già in partenza, prima ancora di toccare le opzioni più esose in termini di risorse.
Quello che lascia un po’ più perplessi, però, è un altro aspetto. Directive 8020 finisce per gravare sulla GPU in modo più marcato rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un titolo di questo tipo. È qui che entra in gioco il lavoro di ottimizzazione: capire quali impostazioni vale davvero la pena tenere alte e quali invece si possono abbassare senza intaccare troppo l’esperienza visiva. La differenza, sullo schermo, spesso è minima. Sul contatore dei fotogrammi, invece, può essere enorme.
Perché conviene mettere mano alle impostazioni
Il punto è semplice. Lasciare il preset High attivo significa, in molti casi, sacrificare fluidità per dettagli che durante una sessione di gioco concitata non si notano nemmeno. Ed è proprio nei giochi horror, dove ritmo e immersione contano tantissimo, che un frame rate ballerino rischia di rovinare tutto. Una caduta improvvisa di prestazioni nel momento sbagliato spezza la tensione, e con un titolo che punta tutto sull’atmosfera è un peccato.
Per ottenere il meglio da Directive 8020 su PC conviene quindi ragionare voce per voce, andando a individuare quelle impostazioni grafiche che incidono pesantemente sulle prestazioni a fronte di un guadagno visivo quasi impercettibile. Sono spesso le opzioni legate agli effetti di luce, alle ombre e al post processing a chiedere il conto più salato alla scheda video. Ridimensionarle con criterio permette di recuperare parecchi fotogrammi al secondo, mantenendo comunque un colpo d’occhio più che dignitoso.
La logica, del resto, è la stessa che vale per buona parte dei giochi costruiti su Unreal Engine 5. Le configurazioni di default tendono a privilegiare la resa scenica rispetto alla scorrevolezza, dando per scontato hardware di fascia alta. Chi gioca su una macchina più modesta, o semplicemente preferisce un’esperienza più fluida, ha tutto l’interesse a smanettare un po’ nel menu delle opzioni prima di buttarsi nell’avventura.
Trovare il bilanciamento giusto tra fedeltà grafica e prestazioni resta la chiave per godersi Directive 8020 come merita, senza ritrovarsi a combattere più con i cali di frame rate che con gli orrori che il gioco mette in scena.