Il mercato smartphone europeo ha raggiunto un traguardo che fa riflettere: il prezzo medio dei dispositivi venduti nel vecchio continente ha toccato il record di 580 euro. Eppure, nonostante i costi crescenti, le vendite non si fermano. Anzi, nel primo trimestre del 2026 le spedizioni in Europa (Russia esclusa) sono arrivate a 33 milioni di unità, con una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che racconta un mercato in trasformazione, dove gli smartphone economici perdono terreno e i modelli premium diventano sempre più centrali.
A spingere questi numeri non è solo la voglia di aggiornamento da parte degli utenti. Anche i distributori stanno facendo la loro parte, accumulando scorte per anticipare possibili rincari legati alle tensioni sulla catena di approvvigionamento, in particolare sul fronte delle memorie. Una strategia difensiva che potrebbe rivelarsi saggia, considerando che proprio le memorie vengono indicate come uno dei principali fattori di rischio per il settore nella seconda metà dell’anno. Il quadro complessivo, insomma, non è tutto rose e fiori: la crescita c’è, ma poggia su basi piuttosto fragili.
Samsung al comando, Apple in crescita con la serie iPhone 17
Samsung si conferma al primo posto nel mercato smartphone europeo con 12 milioni e 600 mila unità distribuite, in crescita del 3%. A trascinare i volumi sono stati soprattutto gli sconti aggressivi applicati a Galaxy A16 4G, una mossa pensata per compensare il rinvio di modelli molto attesi come Galaxy S26, Galaxy A57 e Galaxy A37. Una scelta tattica, più che strategica, che però ha funzionato nei numeri.
Apple ha fatto anche meglio in termini percentuali, mettendo a segno un +9% con 8 milioni e 800 mila iPhone distribuiti. La serie iPhone 17 ha giocato un ruolo chiave, insieme al contributo di modelli più accessibili come iPhone 15 e iPhone 16e. Il dettaglio interessante è che Apple ha ottenuto questi risultati riducendo sconti e promozioni rispetto agli anni passati. Un segnale piuttosto chiaro: la domanda nel segmento premium resta solida, e non servono incentivi particolari per tenere alta la pressione commerciale.
Xiaomi occupa il terzo gradino del podio, ma con un calo del 15% che la porta a 4 milioni e 500 mila unità. I problemi di approvvigionamento hanno colpito il brand cinese più rapidamente rispetto ai concorrenti. C’è però un dato che attenua il quadro negativo: il prezzo medio di vendita degli smartphone Xiaomi è salito del 21%, trainato dalle buone performance delle serie Xiaomi 17 e 15T, soprattutto in Francia, Germania e Spagna. Un segnale che anche Xiaomi sta cercando di spostarsi verso fasce di prezzo più alte.
Prezzi record e mercato che cambia volto
Il dato sul prezzo medio di 580 euro racconta una tendenza ormai strutturale. I dispositivi sotto i 200 euro rappresentano appena il 25% delle spedizioni complessive, un minimo storico per il mercato europeo. Molti produttori stanno deliberatamente spostando l’attenzione verso la fascia medio alta, considerata più redditizia e meno esposta alla competizione feroce che caratterizza il segmento economico. Persino brand storicamente legati a prezzi aggressivi stanno provando a riposizionarsi verso categorie premium.
Tra chi sta crescendo di più spicca HONOR, che ha aumentato le spedizioni di oltre il 60% rispetto al primo trimestre del 2025, ampliando la propria offerta nelle fasce di prezzo più basse. Bene anche Motorola e OPPO, che hanno trovato terreno fertile soprattutto nei mercati dell’Europa meridionale e orientale. Nonostante il trimestre positivo, le previsioni per il resto del 2026 restano prudenti. Gli analisti stimano un calo del 12% delle spedizioni annuali in Europa, con la contrazione concentrata soprattutto nella seconda metà dell’anno.