Le estorsioni sessuali tramite deepfake stanno diventando un problema così serio da costringere molte scuole a prendere una decisione drastica: rimuovere tutte le foto degli studenti pubblicate online. Una misura che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrata eccessiva, ma che oggi appare sempre più necessaria di fronte a una minaccia in rapida crescita che colpisce direttamente i minori.
Il meccanismo è tanto semplice quanto inquietante. I criminali recuperano le immagini dei volti dei bambini dai siti web e dai profili social degli istituti scolastici, le manipolano con strumenti di intelligenza artificiale per generare immagini sessualmente esplicite, e poi chiedono denaro alle famiglie per non diffonderle. È un ricatto che sfrutta la tecnologia più avanzata per colpire le vittime più vulnerabili. Gli esperti di sicurezza informatica e privacy sono stati chiari nel raccomandare alle scuole di eliminare qualsiasi immagine che ritragga bambini identificabili, oppure di valutare l’opzione di non pubblicarle affatto.
Nel Regno Unito, la National Crime Agency (NCA) ha lanciato l’allarme confermando che questo tipo di attività criminale è in aumento. Non si tratta di episodi isolati o di casi limite, ma di un fenomeno strutturato che sta attirando l’attenzione delle istituzioni ai massimi livelli.
La risposta delle istituzioni e delle scuole
Jess Phillips, ministra per la tutela e la lotta contro la violenza sulle donne e le ragazze nel Regno Unito, ha definito le estorsioni sessuali tramite deepfake una “minaccia emergente profondamente preoccupante”. La ministra ha anche aggiunto di non voler esitare ad andare oltre, se necessario, per fare in modo che le leggi rimangano al passo con le minacce più recenti. Parole che suonano come un impegno concreto, anche se resta da capire quanto rapidamente il quadro normativo riuscirà ad adeguarsi alla velocità con cui evolvono gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Sul fronte scolastico, la reazione è già in corso. Leora Cruddas, amministratore delegato della Confederation of School Trusts, ha spiegato che per gli educatori è naturale voler celebrare i successi dei bambini, condividendo foto e video delle attività scolastiche. Eppure, ha ammesso quanto sia “profondamente deprimente” constatare che proprio questo gesto possa esporre gli studenti a minacce da parte di malintenzionati e truffatori.
Le scuole stanno già agendo
Diverse scuole, nel frattempo, non stanno aspettando direttive dall’alto. Alcuni istituti hanno già iniziato a prendere provvedimenti concreti, rimuovendo contenuti dai propri siti e dai canali social in risposta all’aumento del rischio legato agli strumenti di intelligenza artificiale generativa. È un cambio di mentalità significativo: quelle stesse piattaforme che fino a ieri servivano per mostrare la vita scolastica e attrarre nuove iscrizioni diventano oggi un potenziale punto debole nella protezione dei minori.
Il problema delle estorsioni sessuali tramite deepfake, d’altra parte, non riguarda solo il Regno Unito. La preoccupazione è globale e tocca esperti di cybersecurity e istituzioni educative ovunque nel mondo. Finché gli strumenti per creare deepfake resteranno così accessibili e le immagini dei bambini continueranno a circolare liberamente online, il rischio non potrà che aumentare. Le scuole che stanno intervenendo adesso lo fanno nella consapevolezza che prevenire, in questo caso, è l’unica vera difesa possibile.
