C’è una partita interessante che si sta giocando sul fronte dei semiconduttori, e al centro c’è una richiesta piuttosto ambiziosa: Google vuole che TSMC la tratti esattamente come tratta Apple. Né più né meno. Il colosso di Mountain View avrebbe infatti chiesto alla fonderia taiwanese di ottenere lo status di cliente privilegiato, con una corsia preferenziale nella fornitura dei processori. Una mossa che, se confermata, potrebbe cambiare parecchio gli equilibri nella filiera globale dei chip.
La notizia arriva direttamente da Taiwan e ha una tempistica tutt’altro che casuale. Mentre Apple starebbe lavorando per ridurre la propria dipendenza da TSMC, esplorando la possibilità di affidare parte della produzione dei chip a Intel (anche per i futuri iPhone), Google si muove nella direzione opposta. Vuole avvicinarsi ancora di più al colosso taiwanese e ottenere un rapporto diretto, senza troppi passaggi intermedi. Vale la pena ricordare che a partire dai Pixel 10 e dai processori Tensor G5, Google si è affidata proprio a TSMC per la produzione dei propri SoC. Quindi il legame tra le due aziende è già concreto, ma evidentemente non basta.
Meno intermediari, più controllo diretto sulla produzione
Fino a oggi Google ha gestito il processo produttivo dei chip Tensor e delle TPU dedicate all’intelligenza artificiale appoggiandosi a partner come Broadcom e MediaTek. Queste aziende non si limitano a fare da tramite: si occupano di aspetti progettuali importanti, oltre che di attività fondamentali come il packaging e l’integrazione produttiva. Insomma, hanno un ruolo tutt’altro che marginale nella catena.
La novità vera sta proprio qui. Google vorrebbe tagliare fuori, almeno in parte, questi intermediari e dialogare con TSMC da “major customer”, cioè da cliente di primo livello. Lo stesso tipo di trattamento che fino a oggi è stato riservato quasi esclusivamente ad Apple, che per anni ha rappresentato il cliente più importante e strategico della fonderia taiwanese.
Non è difficile capire perché Google stia spingendo in questa direzione. Il mercato dell’intelligenza artificiale richiede volumi enormi di chip ad alte prestazioni, e chi ha accesso prioritario alla capacità produttiva di TSMC parte con un vantaggio competitivo enorme. Le TPU che Google utilizza nei propri data center sono fondamentali per addestrare e far funzionare i modelli di AI, e poter contare su una fornitura stabile e tempestiva fa tutta la differenza del mondo.
Uno scenario in evoluzione per TSMC e i suoi clienti
Quello che rende questa situazione ancora più interessante è il contesto. Se davvero Apple inizierà a spostare parte della produzione verso Intel, TSMC potrebbe ritrovarsi con capacità produttiva da riassegnare. E Google sarebbe lì, pronta a prendersi quello spazio. Non è detto che le cose vadano esattamente così, ma la strategia di Mountain View sembra chiara: posizionarsi come il prossimo grande cliente di riferimento della fonderia taiwanese, con tutti i vantaggi che ne derivano in termini di priorità nella produzione, accesso alle tecnologie più avanzate e tempi di consegna ridotti.
