Dopo 14 anni di commercializzazione, Tesla Model S e Model X hanno ufficialmente lasciato il catalogo del costruttore americano. La notizia era nell’aria da tempo, ma ora arriva anche la spiegazione ufficiale dietro questa scelta che chiude un capitolo importante nella storia delle auto elettriche. Le due vetture, sparite dalla configurazione online a maggio 2026, rappresentavano i modelli storici di Tesla, quelli che hanno costruito la reputazione del marchio prima dell’arrivo delle più accessibili Model 3 e Model Y. Eppure, nonostante il loro status quasi iconico, il costruttore ha deciso di metterle definitivamente in pensione.
I crash test e i costi milionari dietro la decisione
La ragione che ha portato Tesla a interrompere la produzione di Model S e Model X è legata a un mix di fattori economici e regolamentari che, messi insieme, rendevano il gioco semplicemente non più sostenibile. Tra i nodi principali ci sono i crash test e i costi enormi necessari per mantenere queste vetture conformi alle normative di sicurezza in continua evoluzione. Parliamo di milioni di euro in investimenti che, di fronte a volumi di vendita ormai marginali rispetto al resto della gamma, non avevano più alcun senso dal punto di vista industriale.
Ogni aggiornamento normativo richiede infatti nuove sessioni di test, modifiche progettuali e certificazioni che pesano in modo significativo sul bilancio. Quando un modello vende poche migliaia di unità all’anno, quei costi diventano sproporzionati. Ed è esattamente quello che stava accadendo con Tesla Model S e Model X, due veicoli che avevano progressivamente perso centralità nella strategia commerciale del marchio. Il costruttore ha quindi scelto di concentrare le risorse su modelli più recenti e con margini migliori, piuttosto che continuare a investire pesantemente per tenere in vita due piattaforme ormai datate.
Un’epoca che si chiude per Tesla
Difficile non provare un certo effetto nel vedere Tesla Model S uscire di scena. Era il 2012 quando questa berlina elettrica cambiò le regole del gioco, dimostrando che un’auto a batteria poteva essere desiderabile, veloce e con un’autonomia degna di nota. Model X seguì poco dopo, nel 2015, portando lo stesso approccio nel segmento dei SUV con quelle iconiche portiere ad ala di falco che facevano girare tutti. Entrambe le vetture hanno segnato un prima e un dopo nel mondo della mobilità elettrica, contribuendo a sdoganare la tecnologia presso un pubblico molto più ampio.
Ma il mercato cambia, le normative si fanno più stringenti e i costi per restare a norma salgono. Tesla ha fatto i conti e ha deciso che quei milioni di euro necessari per continuare a superare i crash test e le omologazioni aggiornate non giustificavano più il mantenimento di due modelli con volumi di vendita in calo costante. La fine della produzione di Model S e Model X rappresenta quindi una scelta pragmatica, dettata dai numeri più che dal sentimento, da parte di un costruttore che guarda avanti verso nuovi progetti e piattaforme di nuova generazione.
