Il nuovo Kirin 9050 Pro potrebbe segnare una svolta importante per Huawei nella corsa ai processori mobile di fascia alta. Le dichiarazioni arrivano direttamente da un dirigente dell’azienda, Zheng Jun, intervenuto durante la ventesima edizione della Shenzhen International Financial Expo in Cina. E quello che ha lasciato intendere è piuttosto ambizioso: il miglior SoC Kirin attualmente in sviluppo avrebbe prestazioni paragonabili a quelle di un processore occidentale costruito a 3 nanometri.
Ora, va detto che il processo produttivo non racconta tutta la storia di un chip. Un processore è definito da decine di variabili diverse, dall’architettura alla gestione termica, dalla cache alla GPU integrata. Però quel riferimento ai 3 nm resta un indicatore significativo, perché dà la misura dell’equilibrio tra prestazioni ed efficienza che oggi rappresenta lo standard più alto nel settore degli smartphone e dei tablet. Più il numero è basso, più la sfida tecnica è complessa. E Huawei sembra voler dire che ci sta arrivando, o quantomeno che ci si sta avvicinando molto.
Il principio di progettazione “Tau” e il debutto sulla serie Mate 90
Stando alle indiscrezioni più recenti, Kirin 9050 Pro si baserebbe su un principio di progettazione chiamato “Tau“, dalla lettera dell’alfabeto greco. Un nome che richiama direttamente la visione di Huawei secondo cui la classica legge di Moore sarebbe ormai superata, sostituita da un approccio progettuale differente. I dettagli tecnici su cosa comporti esattamente questa filosofia non sono ancora stati svelati del tutto, ma il messaggio è chiaro: Huawei vuole tracciare una strada propria nello sviluppo dei semiconduttori.
Il palcoscenico su cui debutterà questo nuovo SoC sarà la serie Mate 90, attesa sul mercato cinese per ottobre. Parliamo di una lineup che ancora oggi mantiene parecchi punti interrogativi sulle specifiche, ma qualche dettaglio inizia a emergere. La variante Pro Max, ad esempio, dovrebbe integrare nuovamente un doppio periscopio, con una delle ottiche capace di arrivare a uno zoom 10x. Un comparto fotografico decisamente aggressivo, insomma. Si parla anche della possibile adozione di un sensore principale da 1 pollice, anche se su questo fronte non esistono ancora conferme definitive.
