Capita a chiunque, prima o poi. Si appoggia lo smartphone sul comodino, il caricatore è lì a portata di mano, ma ci si addormenta senza averlo collegato. La mattina dopo, il telefono è praticamente spento oppure agonizzante al 3%. Per chi possiede un Samsung Galaxy, però, esiste una soluzione tecnica che quasi nessuno configura, nonostante sia disponibile da diverse versioni di One UI: una rutina automatica di risparmio energetico che si attiva da sola quando la batteria scende sotto una soglia decisa dall’utente. Nessun intervento manuale richiesto, nessun bisogno di ricordarsi qualcosa prima di chiudere gli occhi.
La funzione si trova dentro Modi e Routine, accessibile dalle Impostazioni dei Galaxy. Da lì si può creare una nuova routine composta da due elementi: la condizione che la fa scattare e le azioni che esegue. Come condizione va selezionato “Livello batteria (Inferiore a)” e scelto il valore percentuale preferito. Un numero ragionevole per proteggersi durante la notte si colloca tra il 20% e il 30%. Se il telefono raggiunge quella soglia senza essere in carica, la routine parte in automatico.
Per quanto riguarda le azioni, ed è qui che la cosa si fa davvero interessante, si può decidere con precisione cosa disattivare. Le opzioni più efficaci per allungare la durata della batteria nelle ore notturne sono: attivare il risparmio energetico, spegnere il WiFi (se non serve), disattivare il Bluetooth (se non ci sono auricolari o dispositivi collegati), abbassare la luminosità dello schermo al minimo e ridurre la frequenza di aggiornamento del display. Con queste impostazioni attive, il consumo del Galaxy in standby notturno cala in modo davvero significativo.
Perché è meglio della modalità risparmio energetico standard
Qualcuno potrebbe chiedersi: ma la modalità risparmio energetico classica di One UI non fa già tutto questo? In parte sì, ma ha due limiti concreti. Il primo è che va attivata manualmente, oppure si può configurare perché scatti a una certa percentuale, ma senza la possibilità di personalizzare le azioni nel dettaglio. Il secondo è che applica sempre le stesse restrizioni, indipendentemente dal momento della giornata.
La routine personalizzata in Modi e Routine risolve entrambi i problemi. Si può crearne una pensata specificamente per la notte, che includa solo le restrizioni sensate quando si sta dormendo. Per esempio, chi possiede un Galaxy Watch collegato via Bluetooth può mantenere attiva quella connessione e disattivare solo il Bluetooth verso altri dispositivi. Chi usa il WiFi per la sveglia intelligente può lasciarlo acceso. Insomma, ogni utente decide cosa tagliare e cosa no.
Quanto incide davvero sui consumi notturni
I numeri rendono bene l’idea. Un Galaxy S in standby notturno, senza schermo attivo e con le connessioni normalmente accese, consuma tra il 3% e il 6% di batteria ogni ora, a seconda del modello e di quante connessioni restano attive. Con la routine configurata correttamente e il risparmio energetico attivato, quel consumo può scendere fino a circa l’1% all’ora.
Facendo un esempio pratico: chi si ritrova con il 25% di batteria alle undici di sera e si sveglia alle sette di mattina affronta otto ore di standby. Con un consumo normale, la perdita sarebbe compresa tra il 24% e il 48%, il che significa arrivare al mattino con pochissima carica o addirittura a telefono spento. Con la routine notturna attiva, la perdita si riduce a un range tra l’8% e il 12%, il che vuol dire svegliarsi con ancora un 13% o 17% di autonomia residua.
Non è un sostituto del gesto di mettere in carica il telefono, ovvio. Ma rappresenta quella rete di sicurezza che fa la differenza tra un Galaxy completamente inutilizzabile alle sette del mattino e uno che ha ancora abbastanza energia per reggere fino al primo caricatore disponibile.
