I due più grandi sindacati di Samsung hanno votato a favore di un accordo salariale che garantirà ai dipendenti della divisione semiconduttori dell’azienda bonus fino a circa 280.000 euro nel corso di quest’anno. Il voto si è svolto nell’arco di sei giorni a partire dal 22 maggio, e il 73,7% dei 62.616 iscritti ai due sindacati ha approvato l’intesa. Samsung, secondo le stime, dovrebbe raggiungere un utile operativo fino a 300.000 miliardi di won coreani nel 2026, il che aprirebbe la strada a pagamenti fino a 600 milioni di won (circa 280.000 euro) per ciascuno dei 28.000 dipendenti della divisione chip.
Secondo alcune ricostruzioni, Samsung sarebbe pronta a distribuire complessivamente circa 17,5 miliardi di euro in bonus, con una media che si aggirerebbe intorno ai 235.000 euro a dipendente. In ogni caso, chi lavora nella divisione più redditizia dell’azienda riceverà bonus pari a circa tre volte lo stipendio annuale. L’azienda pagherà queste somme sotto forma di azioni Samsung distribuite nell’arco di almeno 10 anni, a condizione che la divisione memorie generi un utile annuale di almeno 200.000 miliardi di won tra il 2026 e il 2028 e di almeno 100.000 miliardi di won dal 2029 al 2035.
Lo sciopero evitato per un soffio
Il sindacato più grande di Samsung, che conta 48.000 iscritti (in gran parte lavoratori del comparto chip), aveva minacciato uno sciopero di 18 giorni a partire dal 21 maggio, dopo il fallimento delle trattative proprio sul tema dei bonus. Un blocco del genere avrebbe avuto ripercussioni enormi non solo sull’azienda, ma sull’intera economia della Corea del Sud, considerando che Samsung rappresenta il 12,5% del PIL del paese. Il primo ministro sudcoreano Kim Min-seok aveva stimato perdite dirette dallo sciopero nell’ordine di circa 460 milioni di euro. L’accordo è arrivato appena un’ora prima dell’inizio previsto della protesta, grazie anche alla mediazione del ministro del Lavoro sudcoreano Kim Young-hoon, che è intervenuto direttamente nelle trattative.
Le tensioni tra le divisioni interne
Nonostante la maggioranza abbia votato sì, la struttura dei bonus Samsung sta generando tensioni piuttosto forti tra i colleghi delle diverse divisioni aziendali. L’azienda ha accettato di abolire i tetti ai bonus, come richiesto dai sindacati, e di destinare il 10,5% degli utili operativi annuali ai premi. Ma il nodo è nella distribuzione: la divisione chip, che genera la fetta più grande dei profitti, riceverà il 40% dell’intero monte bonus. Tutte le altre divisioni dovranno spartirsi il restante 60%.
Il risultato è che i lavoratori di Samsung impiegati nei settori smartphone, televisori ed elettrodomestici riceveranno bonus di circa 4.000 euro, una cifra quasi simbolica se paragonata a quanto otterranno i colleghi dei semiconduttori. E i numeri del voto raccontano bene questa frattura: nel sindacato più grande, dove la maggior parte degli iscritti lavora nella divisione chip, l’80% ha votato a favore dell’accordo. Nel sindacato più piccolo, che rappresenta soprattutto lavoratori di altre divisioni, solo il 21% ha espresso voto favorevole.
