Un mini robot cingolato pensato per le situazioni più rischiose del campo di battaglia: è questa la novità presentata da Teledyne FLIR Defense durante l’evento SOF Week, tenutosi in Florida. Si chiama FirstLook 125 ed è stato progettato per fare da apripista là dove i soldati non possono ancora mettere piede, raccogliendo informazioni vitali prima che chiunque entri in un’area potenzialmente letale. Parliamo di un dispositivo compatto, quasi tascabile, che può essere letteralmente lanciato al centro dell’azione per esplorare zone sconosciute o ad alto rischio.
Come funziona il robot cingolato FirstLook 125
Il concetto dietro FirstLook 125 è piuttosto semplice da capire, anche se la tecnologia che lo sorregge è tutt’altro che banale. Questo piccolo robot cingolato è stato concepito per operare soprattutto in ambienti urbani complessi: macerie, corridoi stretti, edifici danneggiati, situazioni in cui la visibilità è ridotta e il pericolo dietro ogni angolo è concreto. Una volta posizionato o lanciato nell’area da esplorare, il dispositivo è in grado di trasmettere immagini termiche, video e audio in tempo reale direttamente all’operatore che lo controlla da distanza ravvicinata. Questo significa che chi sta sul campo può avere una panoramica chiara di quello che lo aspetta, senza esporsi inutilmente.
La cosa interessante è che FirstLook 125 non è un prodotto isolato. Fa parte di un ecosistema operativo più ampio, lo stesso in cui opera il noto nano drone Black Hornet 4. Questa integrazione porta con sé un vantaggio pratico notevole: un singolo operatore può gestire sia il drone aereo che il robot terrestre utilizzando un unico controller. Niente doppia dotazione di comandi, niente confusione tra dispositivi diversi. Un solo strumento di controllo per due occhi elettronici, uno che vola e uno che striscia tra le rovine.
Meno peso, più capacità operative
C’è anche un aspetto logistico da non sottovalutare. L’integrazione tra FirstLook 125 e Black Hornet 4 sotto un unico sistema di controllo riduce sensibilmente il peso dell’attrezzatura che i soldati devono portarsi dietro durante le operazioni. Per chi opera in contesti dove ogni grammo conta e dove la mobilità può fare la differenza tra la vita e la morte, questo è un dettaglio tutt’altro che trascurabile. Il mini robot cingolato, insieme al drone, offre quindi una combinazione di ricognizione aerea e terrestre gestibile da una sola persona, senza appesantire ulteriormente il carico già gravoso di un operatore sul campo.

