Un drone ibrido capace di volare per oltre sedici ore consecutive e trasportare fino a 150 chilogrammi di carico utile. Non si parla di un progetto futuristico buttato lì su qualche slide, ma di qualcosa che ha già una forma fisica ben definita. Airo Group Holdings ha presentato i modelli in scala reale del JX250 e del JC250 durante l’evento AUVSI XPONENTIAL 2026, e il risultato è un velivolo autonomo pesante a decollo verticale che punta a entrare in commercio a partire dal 2027.
Le due sigle identificano due varianti dello stesso progetto, pensate per impieghi differenti ma basate sulla medesima piattaforma. Al momento ci si trova ancora nella fase di progettazione dettagliata e ingegnerizzazione, eppure i numeri già comunicati fanno capire dove vuole andare a parare questa macchina. Il punto forte, quello che davvero distingue JX250 dagli altri droni di questa categoria, è il sistema di propulsione ibrido elettrico. Parliamo di un motore termico abbinato a un generatore e a un pacco batterie, una combinazione che permette di operare anche in zone remote, prive di piste di atterraggio e soprattutto di infrastrutture di ricarica. E questo, per chi conosce il settore, è un vantaggio enorme.
Numeri che parlano da soli: velocità, autonomia e portata
A livello di specifiche tecniche, il drone ibrido di Airo si presenta con un’apertura alare di 5 metri e un rotore principale della stessa lunghezza. La velocità massima tocca i 180 chilometri orari, mentre il carico utile arriva fino a 150 chilogrammi. A seconda del peso trasportato, l’autonomia di volo oscilla tra le 14 e le 18 ore a velocità di pattugliamento. La distanza coperta nella configurazione standard supera i 320 chilometri, ma è nella variante JX250 che il discorso si fa davvero interessante: essendo ottimizzata per scopi di intelligence, con un lavoro mirato sui pesi e sui consumi, riesce a superare i 1600 chilometri di portata. Un dato che, se confermato nei test reali, la piazzerebbe su un livello completamente diverso rispetto alla concorrenza.
C’è poi un dettaglio che vale la pena evidenziare, perché riguarda la sicurezza. In caso di guasto totale ai motori, il velivolo sfrutta una tecnologia proprietaria chiamata Slowed Rotor Compound. Quello che fa, in pratica, è rallentare il rotore durante il volo orizzontale e passare in autorotazione oppure in planata, garantendo un atterraggio sicuro da qualsiasi quota. Una soluzione che non è affatto banale e che mostra quanto il progetto sia stato pensato anche per scenari operativi critici.
Lo sguardo è già oltre: dal trasporto merci ai passeggeri
Le ambizioni di Airo Group Holdings non si fermano al trasporto merci e alla sorveglianza. La società ha dichiarato l’intenzione di far evolvere questa piattaforma per sviluppare varianti multi ruolo, capaci di gestire non solo carichi pesanti ma anche il trasporto di passeggeri. Sulle tempistiche, però, al momento non ci sono informazioni precise. Nessuna data è stata comunicata per questa evoluzione del progetto, il che lascia intendere che la priorità resta portare JX250 e JC250 sul mercato entro il 2027, e solo dopo ragionare su applicazioni più ampie.
