La possibile fine di Galaxy Z Flip è una notizia che sta facendo discutere parecchio. Pare che Samsung stia valutando seriamente di interrompere la produzione dei suoi pieghevoli a conchiglia, rendendo Galaxy Z Flip 8 l’ultimo modello della serie. A prima vista sembra una decisione assurda, ma se si analizzano i numeri e il contesto, qualche logica inizia a emergere.
Samsung detiene il 40% del mercato globale dei foldable, contro il 30% di Huawei, che però vende praticamente solo in Cina. Ciò significa che, nonostante Samsung distribuisca i suoi telefoni in tutto il mondo, il vantaggio rispetto alla concorrenza cinese non è poi così schiacciante. Il successo di Huawei si spiega in parte con l’orgoglio nazionale dei consumatori cinesi, ma anche con un hardware davvero competitivo. E allora, invece di eliminare del tutto la linea Flip, forse Samsung dovrebbe fermarsi un attimo e ripensare la strategia da zero, magari prendendo qualche spunto proprio dal rivale di Shenzhen.
Il vero problema della serie Samsung Galaxy Z Flip
Guardando le cose con onestà, i modelli Galaxy Z Flip hanno sempre avuto un problema di fondo: pur costando quanto dei flagship, non ne hanno mai offerto le specifiche. Mentre i Galaxy Z Fold portavano con sé il meglio della tecnologia Samsung, i Flip sembravano quasi un ripensamento. Fotocamere non al top, batterie modeste, prestazioni che non giustificavano il prezzo. Samsung ha scelto di posizionare i Flip come accessori di moda, puntando su chi voleva un gadget dal sapore Y2K, qualcosa di appariscente da tirare fuori dalla borsa.
L’idea non era del tutto sbagliata, ma nella pratica anche chi cerca uno smartphone “cool” finisce spesso per preferire un iPhone o un Galaxy S Ultra. I dispositivi Apple restano ancora i simboli di status per eccellenza, e persino Galaxy S26 Ultra ha generato più entusiasmo di Galaxy Z Flip 7. Anche gli influencer meno tecnici si rendono conto che la fotocamera e la durata della batteria del Flip non sono all’altezza, e per chi lavora con i contenuti questo è un problema concreto. In sostanza, Galaxy Z Flip non funziona né come accessorio fashion né come smartphone di punta, nonostante il prezzo da flagship. Nel frattempo, il cugino a libro, il Galaxy Z Fold, offre hardware di prima fascia e funzionalità che gli smartphone tradizionali non hanno.
Cosa dovrebbe fare Samsung per salvare il Flip
Per rendere un ipotetico Galaxy Z Flip 9 un telefono che tutti vogliono, servirebbero due cose: funzionalità esclusive che altri smartphone non offrono e specifiche tecniche in grado di competere con Galaxy S Ultra o iPhone Pro. Sul fronte del design, Huawei ha già mostrato la strada con il fantastico Pura X, un pieghevole a conchiglia che si apre in orizzontale anziché in verticale. Questo rende l’esperienza di visione dei video decisamente migliore e cambia radicalmente il modo di usare il telefono.
Il concetto ha avuto talmente successo che Huawei ha lanciato anche Pura X Max, una versione a libro della stessa idea. Si dice che anche Apple stia lavorando a un primo iPhone pieghevole che si apre in formato più largo, e Samsung stessa potrebbe adottare un approccio simile con Galaxy Z Fold 8 Wide. Oltre a ripensare il design, Samsung dovrebbe dotare Galaxy Z Flip 9 di specifiche paragonabili ai modelli Galaxy Z Fold e Galaxy S Ultra. Il miglior processore disponibile, la fotocamera principale da 200 MP, funzionalità specifiche per il formato e colorazioni divertenti. Samsung dovrebbe già saperlo, visto che Galaxy Z Fold 7 è diventato un grande successo proprio perché finalmente offriva il design sottile e la qualità costruttiva che i concorrenti proponevano da tempo.
I pieghevoli restano ancora una nicchia. Nel 2025 rappresentavano appena l’1,6% delle spedizioni globali di smartphone. Vedere il pioniere dei foldable arrendersi sarebbe un brutto segnale per tutto il mercato, considerando che Samsung è nella posizione ideale per dominare questo segmento, a patto di applicare la lezione imparata con i Z Fold: i grandi smartphone si vendono bene, quelli cancellati non si vendono affatto.
