La protezione dei minori online è tornata prepotentemente al centro del dibattito nel Regno Unito, dove l’autorità britannica per le comunicazioni ha puntato il dito contro YouTube e TikTok con toni decisamente duri. Ofcom ha accusato le due piattaforme di non aver fatto abbastanza per arginare la diffusione di contenuti inadeguati tra gli utenti più giovani, annunciando al tempo stesso nuove misure che coinvolgeranno l’intero ecosistema dei social network. Il messaggio, in sostanza, è chiaro: così non va, e qualcosa deve cambiare in fretta.
Le piattaforme che si stanno muovendo e quelle che restano indietro
Da marzo di quest’anno Ofcom ha avviato un confronto diretto con le principali aziende del settore, cercando di spingere verso sistemi di controllo più rigidi e realmente efficaci. E qualche risultato, almeno sulla carta, si inizia a vedere. Snap, Meta e Roblox avrebbero già promesso interventi concreti, con protezioni aggiuntive pensate specificamente per gli adolescenti. Tra le novità più significative, gli adulti non potranno più contattare liberamente i minori tramite messaggi privati, mentre i genitori avranno la possibilità di bloccare le chat in qualsiasi momento. Anche Instagram dovrebbe introdurre un meccanismo per nascondere automaticamente le liste dei contatti quando qualcuno visita i profili degli utenti più giovani.
La musica cambia, e non in senso positivo, quando si parla di TikTok e YouTube. Ofcom sostiene che, nonostante le prove raccolte sui contenuti inappropriati presenti nei suggerimenti automatici delle due piattaforme, le modifiche introdotte finora non siano minimamente sufficienti. È un po’ come mettere un cerotto su una ferita che richiederebbe punti di sutura. Le due piattaforme, insomma, restano quelle più problematiche nel panorama attuale, e l’autorità britannica non ha intenzione di lasciar correre.
Numeri preoccupanti tra gli adolescenti
A rendere tutto ancora più urgente ci pensano i dati diffusi da Ofcom, che fotografano una situazione davvero poco rassicurante. Il 73% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni avrebbe visto almeno una volta contenuti considerati dannosi sui social. Una percentuale altissima, che racconta quanto il problema sia diffuso e radicato nelle abitudini quotidiane dei più giovani. TikTok detiene il triste primato come piattaforma con la percentuale più elevata di esposizione a questi contenuti, seguita da YouTube e, subito dopo, da Instagram.
