Centinaia di silos abbandonati disseminati lungo le pianure della Spagna rurale stanno per avere una seconda vita che nessuno avrebbe immaginato. L’Estremadura ha trovato il modo di trasformare queste enormi strutture in cemento, fantasmi di un’epoca agricola ormai tramontata, in vere e proprie batterie termiche capaci di immagazzinare energia rinnovabile in eccesso. E no, non è fantascienza: si chiama progetto THESILO ed è già stato presentato ufficialmente nella piccola località di Torremocha, in provincia di Cáceres, dove il Comune ha messo a disposizione un silo in disuso per ospitare il primo impianto pilota sperimentale.
Il problema che THESILO vuole risolvere è tanto concreto quanto urgente. Nell’ultimo anno, secondo i dati di Red Eléctrica de España, nel paese sono stati installati circa 10.000 MW di nuova potenza rinnovabile. Il guaio è che tutta questa produzione si concentra in determinate ore del giorno, soprattutto con il fotovoltaico. In regioni molto soleggiate come l’Estremadura, la rete elettrica arriva letteralmente al collasso perché non riesce ad assorbire tutta l’energia disponibile. Il risultato? Impianti costretti a fermarsi e energia sprecata, i cosiddetti “versamenti”, un paradosso bello e buono in piena transizione energetica.
La soluzione proposta è quasi disarmante nella sua semplicità: usare quelle enormi strutture in cemento armato per conservare l’elettricità in eccesso sotto forma di calore.
Progetto THESILO: dal freddo della Finlandia al sole dell’Estremadura
L’idea non nasce dal nulla. In Finlandia esiste già un sistema collaudato chiamato Power to Heat, basato su gigantesche “batterie di sabbia. Nella località di Pornainen, un silo riempito con 2.000 tonnellate di steatite triturata riesce a immagazzinare calore fino a 500 °C per mesi interi, con un’efficienza compresa tra l’85% e il 90%. Numeri che fanno impressione.
Il progetto dell’Estremadura si ispira esattamente a quel principio. Quando la produzione rinnovabile esplode e l’elettricità perde valore sul mercato, l’energia in eccesso viene usata per alimentare resistenze ad alta efficienza che generano calore. Questo calore resta intrappolato all’interno del silo, utilizzando come mezzo di accumulo termico materiali granulari a bassissimo costo. Niente sabbia da costruzione: la ricerca si concentra su residui riciclati provenienti da cave, sottoprodotti industriali e materiali da demolizione, purché resistano a temperature elevate in modo stabile ed economico.
Una volta immagazzinato, il calore potrà essere distribuito attraverso sistemi di scambio termico per rifornire l’industria agroalimentare locale, edifici pubblici e abitazioni dei comuni vicini. L’esecuzione del progetto è prevista dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 e si articola in quattro assi principali, dall’adeguamento strutturale dei silos fino all’analisi della fattibilità legale e ambientale.
Numeri, alleanze e impatto su oltre mille silos
Per capire la portata di THESILO basta guardare i numeri. Inserito nel programma europeo Interreg POCTEP, il progetto dispone di un budget superiore a 1,5 milioni di euro, sostenuto in larga parte da fondi FEDER. Il consorzio transfrontaliero è guidato dal Centro Ibérico de Investigación en Almacenamiento Energético (CIIAE), che ha costruito una rete strategica con partner spagnoli e portoghesi come AGENEX, INTROMAC, ADAI, AreanaTejo, il Politecnico di Portalegre e ITECONS. Una coalizione necessaria per coprire l’euroregione EUROACE (Estremadura, Alentejo e Centro del Portogallo), un territorio vastissimo dove oggi giacciono 1.050 silos in disuso potenzialmente convertibili in una rete di batterie termiche.
L’impatto però non è solo tecnologico. Il segretario generale per la Scienza, la Tecnologia e l’Innovazione, Javier de Francisco Morcillo, durante la presentazione ha sottolineato che l’obiettivo finale è la “crescita imprenditoriale e la rivitalizzazione delle comunità rurali“. L’Europa, ha ricordato, chiede che la conoscenza prodotta si traduca in un miglioramento socioeconomico immediato. E l’Estremadura sembra avere le carte in regola. Tra il 2021 e il 2025 la regione ha captato più del doppio dei fondi del programma Orizzonte Europa rispetto al periodo 2014 e 2020, secondo i dati del CDTI.
Il pilota di Torremocha sarà il banco di prova definitivo per verificare come la struttura originale del silo reagisce alle alte temperature e se l’investimento ha senso rispetto ad alternative come il pompaggio idraulico o le batterie chimiche. Restano incognite da sciogliere e iter normativi da superare, ma intanto quei 1.050 giganti di cemento lungo le strade della Spagna rurale hanno smesso di essere solo rovine. Potrebbero diventare l’infrastruttura energetica di domani.
