La piattaforma di crowdfunding più famosa al mondo ha cambiato idea nel giro di una settimana. Kickstarter ha annullato le nuove linee guida restrittive sui contenuti per adulti che aveva introdotto appena pochi giorni prima, cedendo alla pressione massiccia della propria community. Fumettisti, scrittori di narrativa erotica e designer che rischiavano concretamente di veder sparire i propri progetti possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora.
Ma come si è arrivati a tutto questo? La questione ruota attorno a un rapporto tutt’altro che semplice tra le piattaforme online e i giganti dei pagamenti digitali. Kickstarter ha spiegato che la stretta iniziale nasceva dalla necessità di allinearsi alle politiche molto rigide di Stripe, il partner che gestisce tutte le transazioni sulla piattaforma. Negli ultimi mesi, diversi progetti già regolarmente approvati si erano ritrovati improvvisamente congelati da Stripe nel bel mezzo della campagna, proprio a causa del loro carattere esplicito. In molti casi Kickstarter era riuscita a sbloccare i fondi, però l’azienda aveva pensato che uniformarsi direttamente alle regole del processore di pagamento fosse il modo più pratico per evitare problemi ai creatori. Una scorciatoia, insomma, che però non ha funzionato come previsto.
Un tradimento dello spirito ribelle della piattaforma
I vertici di Kickstarter hanno ammesso che la mossa è stata percepita come un vero e proprio tradimento di quello spirito alternativo, indipendente e un po’ ribelle che da sempre caratterizza la piattaforma. E la reazione non si è fatta attendere. Con il ritorno immediato al regolamento precedente, restano ovviamente vietati la pornografia estrema e i materiali illegali, ma le maglie tornano decisamente più larghe e meno specifiche rispetto alle linee guida appena ritirate.
Il problema con Stripe, va detto, non è affatto risolto del tutto. La stessa piattaforma ha definito questo ritorno al passato come una soluzione temporanea e imperfetta. Il rischio concreto che un progetto venga bloccato durante la campagna esiste ancora, però Kickstarter si è impegnata ufficialmente a lottare fianco a fianco con i creator, aiutandoli a modificare i dettagli sensibili per superare i controlli dei circuiti bancari. Non è la situazione ideale, certo, ma rappresenta un passo avanti significativo rispetto al semplice piegarsi alle richieste di Stripe senza discutere.
Un problema che va ben oltre Kickstarter
Questa vicenda non è per niente un caso isolato nel panorama digitale. Il potere crescente dei circuiti di pagamento nel dettare cosa può e cosa non può essere venduto o finanziato online è un tema che tocca settori molto diversi tra loro. In tempi recenti persino Steam ha dovuto rimuovere alcuni videogiochi con forti tematiche adulte per non violare gli standard imposti da banche e circuiti di credito. Andando ancora più indietro nel tempo, colossi come Mastercard e Visa avevano bloccato l’uso delle proprie carte su famosi portali per adulti, scatenando polemiche enormi.
