Quasi vent’anni di streaming musicale, quasi 300 milioni di abbonati Premium e una certezza sempre più chiara: il catalogo musicale da solo non basta più a differenziarsi. All’Investor Day 2026, i Co-CEO Alex Norström e Gustav Söderström hanno presentato la visione di Spotify per i prossimi anni, non solo come piattaforma di ascolto, ma come compagno digitale presente in momenti diversi della vita delle persone, capace di generare esperienze audio personalizzate in tempo reale e di costruire relazioni dirette tra creator e fan. I numeri di partenza sono solidi: crescita media annua dei ricavi (CAGR) del 18% dal 2022, espansione del margine operativo di oltre 18 punti percentuali e quasi 3 miliardi di euro di free cash flow generati nel solo 2025.
Reserved: i biglietti concerti diventano un vantaggio Premium
La prima novità concreta si chiama Reserved ed è forse la più immediata da comunicare: per la prima volta, ai fan più fedeli di un artista su Spotify Premium saranno riservati due biglietti da acquistare prima della vendita al pubblico. Non è un’integrazione tecnica complicata — è una risposta precisa a un problema reale che chiunque abbia mai cercato di comprare un biglietto per un artista di punta conosce bene. Se tutti i servizi di streaming hanno lo stesso catalogo musicale, Reserved è qualcosa che solo Spotify può offrire, perché solo Spotify sa chi sono i fan più fedeli di ogni artista basandosi su anni di dati di ascolto reali.
Accordi storici con UMG: cover e remix legali per tutti
Il secondo annuncio è più strutturale e potenzialmente più dirompente nel lungo periodo. Spotify e Universal Music Group, insieme a Universal Music Publishing Group, hanno firmato accordi storici che introducono un nuovo strumento con cui i fan potranno realizzare cover e remix legali dei brani presenti nei cataloghi degli artisti e degli autori aderenti, condividendo il valore generato con gli autori originali. Il servizio sarà disponibile come componente aggiuntiva a pagamento, con accesso prioritario per gli utenti Premium. Non è solo una questione di legalizzare qualcosa che già succede informalmente: è un meccanismo che crea nuovi ricavi per artisti e autori, nuove opportunità creative per i fan e nuovi contenuti che possono raggiungere audience che non conoscevano ancora l’artista originale.
Memberships e Personal Podcasts: i creator al centro
A partire da questa estate, Spotify introdurrà gli strumenti per le Memberships: i creator idonei potranno offrire abbonamenti direttamente ai propri fan più fedeli, gestendo in prima persona il rapporto con gli abbonati, con accesso diretto ai dati e possibilità di importare ed esportare contenuti attraverso altre piattaforme. Un passo verso un modello più simile a quello di Patreon o Substack, integrato nell’ecosistema Spotify. Contestualmente arrivano i Personal Podcasts: basterà inserire un prompt nell’app e Spotify genererà brevi contenuti audio personalizzati e completamente privati, basandosi sia sulla conoscenza globale sia sul Taste Profile dell’utente. Non un podcast scelto da un catalogo, ma un contenuto creato in tempo reale per quella persona in quel momento.
Audiobooks in crescita e Studio by Spotify Labs
Gli audiobooks si stanno rivelando la sorpresa più grande dell’espansione di Spotify. Audiobooks+ è in traiettoria per raggiungere entro luglio ricavi ricorrenti annuali pari a 100 milioni di dollari. L’offerta si amplia con nuovi pacchetti premium, e entro fine anno arriveranno i piani Family e Student. Il programma Spotify for Authors si estende a dieci nuove lingue, mentre da giugno saranno disponibili in beta — solo su invito — gli strumenti per la creazione di audiolibri. In estate arriveranno le Prompted Playlists per audiolibri e la funzione che consentirà agli utenti di porre domande su qualsiasi libro presente sulla piattaforma. La novità più ambiziosa dell’intera giornata è però Studio by Spotify Labs: una nuova app desktop indipendente capace di generare podcast su misura, playlist e briefing quotidiani basandosi sui gusti dell’utente in musica, podcast e audiolibri. La piattaforma si integra con strumenti esterni, calendario e casella di posta, per ricercare, organizzare e produrre audio personalizzato, salvabile direttamente nella Libreria Spotify. Studio sarà disponibile a breve come Research Preview in oltre 20 mercati.
Il Large Taste Model e l’era della Generazione
Dietro tutti questi annunci c’è una visione tecnologica precisa, articolata da Söderström con il concetto di Large Taste Model: invece di addestrare modelli linguistici generici, Spotify sta sviluppando un modello proprietario basato sul dato più unico e prezioso che possiede, il gusto musicale, podcast e audio di ciascun utente, costruito in anni di ascolti. “Stiamo entrando nell’era della Generazione”, ha dichiarato Söderström, “in cui l’esperienza non viene più semplicemente selezionata da un catalogo, ma creata e modellata in tempo reale sui gusti, sul contesto e sulle intenzioni di ciascun utente.” L’obiettivo dichiarato è diventare il media player dell’era generativa, l’unico in grado di gestire contenuti sia pubblici che privati in un’unica esperienza coerente e personalizzata.
