Un drone gonfiabile che sembra quasi un marshmallow volante. Sembra una trovata da film di fantascienza a basso budget, e invece è il cuore di un progetto serissimo portato avanti da una startup francese che vuole ribaltare le regole della logistica aerea. Si chiama dAS10, ed è il velivolo pensato da Celeste Ecoflyers per dimostrare che il futuro delle consegne non passa necessariamente dalla velocità, ma dalla lentezza calcolata.
Perché un drone gonfiabile ha senso più di quanto sembri
Il ragionamento che sta dietro questo drone gonfiabile è tanto semplice quanto radicale. Mentre praticamente tutti i competitor nel settore della logistica con droni puntano su velivoli sempre più veloci, pesanti e capaci di coprire distanze enormi con carichi enormi, Celeste Ecoflyers ha deciso di andare nella direzione opposta. L’idea di base è che per le consegne dell’ultimo miglio, quelle che coprono l’ultima tratta fino al destinatario finale, non serve correre come matti. Serve piuttosto essere efficienti, affidabili e soprattutto economici.
I numeri che l’azienda francese ha messo sul tavolo sono piuttosto eloquenti. Abbassando la velocità da 200 chilometri orari a soli 25 chilometri orari, il consumo di energia su una tratta di 100 chilometri si riduce di ben 64 volte. Non è un refuso: sessantaquattro volte meno energia. Un dato che cambia completamente la prospettiva, perché con un risparmio del genere diventano possibili voli prolungati e soprattutto operazioni notturne, dove la velocità conta poco e quello che fa davvero la differenza è tenere bassi i costi mantenendo alta l’affidabilità.
Com’è fatto dAS10, il drone con le ali in tessuto
Il velivolo che Celeste Ecoflyers ha progettato per mettere in pratica questa filosofia si chiama dAS10 ed è un aeromobile ad ala fissa lungo 8 metri. La caratteristica che lo rende davvero unico, e che giustifica il soprannome di drone gonfiabile, è la sua struttura alare pneumatica in tessuto. Le ali, in pratica, vengono gonfiate. È un approccio che riduce drasticamente il peso complessivo del velivolo e che si sposa perfettamente con la filosofia della lentezza efficiente. Un drone leggero che si muove piano consuma pochissimo, può restare in volo a lungo e non rappresenta un pericolo significativo in caso di malfunzionamento.
Non si tratta solo di teoria o di bei rendering. Il team di Celeste Ecoflyers ha recentemente completato un passaggio importante: i test avionici a terra presso l’aeroporto di Le Havre, in Francia. Questo significa che tutta l’elettronica di bordo, i sistemi di navigazione e di controllo del volo sono stati verificati e validati in un contesto reale. È il tipo di milestone che separa un progetto sulla carta da qualcosa che potrebbe davvero prendere il volo, letteralmente.
Una scommessa controcorrente sulla logistica aerea
Quello che rende il progetto di questo drone gonfiabile particolarmente interessante è il ribaltamento totale delle priorità. Nel settore dei droni per la logistica, la corsa è sempre stata verso il “più veloce, più grande, più potente”. Celeste Ecoflyers ha scelto di competere su un terreno completamente diverso: meno velocità, meno peso, meno consumi. E i numeri, almeno sulla carta, sembrano darle ragione. Il completamento dei test avionici a terra a Le Havre segna il primo passo concreto verso la validazione di un approccio che, se funzionerà anche in volo, potrebbe aprire scenari nuovi per le consegne notturne a basso costo su medie distanze.

