Due Spicci sta per arrivare e la curiosità è alle stelle. La nuova serie firmata Zerocalcare debutterà su Netflix il 27 maggio, e il fumettista romano ha scelto un palcoscenico d’eccezione per raccontarne qualcosa in più: il Salone del Libro di Torino. Quello che è emerso dalla presentazione è un dettaglio tutt’altro che secondario. Per Zerocalcare, questa serie rappresenta la fine di un percorso narrativo preciso, una trilogia che ha avuto inizio con le sue opere animate precedenti e che adesso trova il suo capitolo conclusivo proprio con Due Spicci.
Il tono, a quanto pare, sarà diverso da ciò a cui il pubblico si è abituato. Chi ha seguito le serie precedenti sa bene che Zerocalcare riesce a mescolare ironia e malinconia con una naturalezza rara, ma stavolta sembra che l’ago della bilancia punti decisamente verso atmosfere più cupe. Un tono crepuscolare, come è stato descritto, che suggerisce un racconto più maturo, più denso, forse anche più doloroso. E questo ha perfettamente senso se si pensa che Due Spicci nasce con l’intenzione dichiarata di chiudere un cerchio.
Cosa sappiamo della nuova serie di Zerocalcare
Il fatto che Zerocalcare abbia confermato apertamente che per lui Due Spicci è la fine della trilogia dice molto su come affrontare questa nuova uscita. Non si tratta semplicemente di un’altra serie animata da aggiungere al catalogo Netflix, ma del punto di arrivo di un progetto che ha attraversato anni di lavoro e che ha costruito un legame fortissimo con il pubblico italiano. Le opere precedenti avevano già esplorato temi personali e generazionali con una profondità non comune per il formato dell’animazione seriale, e ora questa terza parte promette di portare tutto a un livello ancora diverso.
La presentazione al Salone del Libro di Torino non ha svelato troppi dettagli sulla trama vera e propria, ma il messaggio di fondo è arrivato chiaro. Zerocalcare vuole raccontare qualcosa che abbia un peso specifico, qualcosa che non lasci lo spettatore esattamente dove lo ha trovato. Il termine “crepuscolare” non è stato usato a caso e dà l’idea di una narrazione che guarda verso un tramonto, verso la chiusura di qualcosa.
Il 27 maggio la data da segnare
Per chi segue Zerocalcare da tempo, il 27 maggio diventa quindi una data con un significato particolare. Due Spicci non sarà solo l’ennesimo titolo da guardare in una sera qualunque, ma la conclusione di un viaggio narrativo che ha saputo parlare a una generazione intera con una voce autentica e riconoscibile. Il debutto su Netflix di questa terza serie porta con sé il peso delle aspettative, certo, ma anche la consapevolezza che dietro c’è un autore che ha scelto consapevolmente di mettere un punto. E quando un autore decide che è il momento di chiudere, di solito sa esattamente quello che sta facendo.
