Il Take It Down Act sta per diventare operativo negli Stati Uniti, e le piattaforme online hanno poco tempo per adeguarsi. La legge, nota anche con la sigla TIDA, impone la rimozione delle immagini non consensuali entro 48 ore dalla segnalazione da parte della vittima. Andrew Ferguson, Presidente della Federal Trade Commission (FTC), ha inviato una lettera ufficiale a numerose aziende tecnologiche per avvisarle che l’applicazione partirà dal 19 maggio 2026.
Cosa prevede il Take It Down Act e chi deve rispettarlo
Il nome completo della legge è piuttosto eloquente: Tools to Address Known Exploitation by Immobilizing Technological Deepfakes on Websites and Networks Act. Tradotto in parole più semplici, il Take It Down Act punta a bloccare la diffusione di contenuti intimi pubblicati senza il consenso delle persone coinvolte. La legge era stata approvata a fine aprile 2025 e firmata dal Presidente il 19 maggio dello stesso anno, con il forte sostegno della First Lady Melania Trump.
L’obbligo di rimozione entro 48 ore non riguarda soltanto i social media. Rientrano nel perimetro della legge anche siti web, app, servizi di messaggistica, piattaforme di gaming e di condivisione audio e video. Praticamente tutto ciò che consente di pubblicare o distribuire contenuti digitali. Tra le aziende coinvolte figurano nomi come Amazon, Alphabet, Apple, Automattic, Bumble, Discord, Match Group, Meta, Microsoft, Pinterest, Reddit, SmugMug, Snapchat, TikTok e X.
Le piattaforme devono garantire procedure di segnalazione accessibili a chiunque, anche a chi non possiede un account. Le immagini non consensuali da rimuovere comprendono contenuti reali, materiale modificato tramite intelligenza artificiale e veri e propri deepfake. Tutto deve essere eliminato: copie pubblicate in messaggi, commenti, post, livestream e qualsiasi altro spazio della piattaforma. Per evitare che gli stessi contenuti vengano ricondivisi dopo la rimozione, le aziende potranno utilizzare tecnologie di hashing, cioè sistemi che riconoscono automaticamente i file già segnalati e ne impediscono la ripubblicazione.
Sanzioni previste e le critiche alla legge
Ogni violazione del Take It Down Act comporta una sanzione che può arrivare fino a circa 50.000 euro. La FTC sarà l’agenzia incaricata di vigilare sul rispetto della normativa. Un aspetto particolarmente delicato riguarda i contenuti che coinvolgono minori: in quei casi, il materiale deve essere segnalato al National Center for Missing and Exploited Children.
La legge, però, non è priva di ombre. Diversi critici hanno sollevato preoccupazioni serie sulla possibilità che il Take It Down Act venga utilizzato in modo improprio, trasformandosi in uno strumento di censura. Il timore principale è che qualcuno possa sfruttare il meccanismo di segnalazione per far rimuovere contenuti scomodi, senza che ci sia un reale problema di consenso violato. C’è anche chi teme che la legge possa spingere verso la disattivazione della crittografia sulle piattaforme di messaggistica, compromettendo la privacy di tutti gli utenti. Trump aveva dichiarato apertamente di voler utilizzare questa normativa per chiedere la rimozione di contenuti ritenuti indesiderati, alimentando ulteriormente il dibattito su un possibile uso distorto della legge.
