Il Cyprinodon diabolis è considerato il pesce più raro del mondo, e la sua esistenza è una di quelle storie che sembrano uscite da un romanzo. Vive in un’unica pozza naturale nel deserto del Nevada, ha resistito a terremoti e perfino a tentativi deliberati di farlo estinguere, eppure adesso il vero problema potrebbe essere un altro: la sua identità genetica è diventata un mistero.
Questa specie minuscola, il Cyprinodon diabolis, occupa un habitat incredibilmente ristretto. La pozza si chiama Devil’s Hole, si trova all’interno del Death Valley National Park, ed è sostanzialmente una frattura nella roccia calcarea che raggiunge profondità ancora non del tutto esplorate. La superficie d’acqua accessibile ai pesci è ridicolmente piccola: parliamo di una piattaforma rocciosa di pochi metri quadrati dove questi animali si nutrono e si riproducono. È difficile immaginare un luogo più precario in cui far sopravvivere un’intera specie.
La popolazione di Cyprinodon diabolis ha toccato minimi davvero allarmanti nel corso degli anni, scendendo in certi momenti a poche decine di individui. Nonostante questo, il pesce ha mostrato una resilienza fuori dal comune. Ha superato eventi sismici che avrebbero potuto alterare il suo habitat, e ha resistito anche a episodi di vandalismo e sabotaggio diretto. Ci sono stati casi documentati in cui persone si sono introdotte nella zona protetta, causando danni e uccidendo alcuni esemplari. Eppure lui è ancora lì, aggrappato alla sua pozza nel mezzo del nulla.
Un mistero genetico nel deserto
Il punto più strano di tutta la faccenda riguarda la genetica di questo pesce. Dopo decenni di isolamento estremo in un habitat così piccolo, ci si aspetterebbe un corredo genetico impoverito, con pochissima variabilità. E in effetti la diversità genetica del Cyprinodon diabolis è bassissima. Ma quello che rende la situazione ancora più complessa è che, nel tentativo di preservare la specie, sono state create delle popolazioni di riserva in ambienti controllati. L’idea era semplice: avere un piano B nel caso in cui la popolazione originale si estinguesse.
Il problema è che queste popolazioni di riserva, col passare del tempo, hanno cominciato a divergere geneticamente dalla popolazione selvatica. E a questo punto diventa lecito chiedersi: quale versione è davvero il Cyprinodon diabolis originale? I pesci nella pozza naturale continuano a evolversi (o meglio, a subire deriva genetica) in un ambiente minuscolo, mentre quelli nelle vasche artificiali seguono traiettorie diverse. La situazione ha creato un vero grattacapo per i biologi della conservazione, che si trovano a gestire una specie la cui definizione stessa è diventata sfuggente.
Sopravvivere contro ogni probabilità
Quello che colpisce di più nella vicenda del pesce più raro del mondo è proprio questa combinazione di fragilità e ostinazione. Un animale che vive in una singola pozza, con una popolazione che oscilla tra poche decine e qualche centinaio di esemplari, dovrebbe essere già scomparso da tempo secondo qualsiasi modello statistico. E invece lui continua a riprodursi su quella piattaforma rocciosa, in acque calde e povere di ossigeno, in un angolo dimenticato del deserto del Nevada.
Il fatto che nel frattempo la scienza abbia in qualche modo “perso le tracce” della sua identità genetica rende tutto ancora più paradossale. Decenni di sforzi per proteggere una specie, e alla fine il risultato è un enigma biologico che nessuno aveva previsto. Il Cyprinodon diabolis resta vivo, ma la domanda su cosa sia esattamente, dal punto di vista genetico, rimane aperta.
