La somiglianza è ormai evidente. Gemini su Android sta ricevendo un aggiornamento che porta nell’overlay dell’assistente una funzionalità molto vicina a quella resa celebre da Circle to Search: la possibilità di cerchiare qualsiasi elemento visibile sullo schermo per inserirlo direttamente in un prompt. È una di quelle novità che, sulla carta, sembra un dettaglio minore, ma nella pratica cambia parecchio il modo di interagire con il proprio smartphone.
Nel concreto, attivando l’overlay di Gemini compare adesso un messaggio testuale che invita a cerchiare qualcosa o a porre una domanda su ciò che si vede a schermo. Dopo aver disegnato il cerchio attorno all’elemento che interessa, è possibile affinare la selezione trascinando le maniglie che compaiono ai bordi dell’area evidenziata. Quella zona, tra l’altro, è facilmente riconoscibile grazie al classico bagliore nei quattro colori di Google. L’elemento selezionato viene poi aggiunto al prompt sotto forma di immagine, e toccandolo si accede direttamente agli strumenti di disegno già disponibili nell’overlay.
La nuova voce “Contenuto dello schermo” e cosa cambia davvero
Non finisce qui. All’interno del menu dell’overlay è spuntata anche una voce nuova, chiamata Contenuto dello schermo, posizionata sopra l’accesso alla fotocamera. Questa opzione consente di aggiungere manualmente l’intero schermo al contesto della conversazione con Gemini. Ora, va detto che Gemini già teneva conto di ciò che era visibile sullo schermo quando risultava pertinente rispetto al comando dell’utente. Quindi non si tratta di una capacità del tutto inedita. Piuttosto, questa novità permette di essere più espliciti e precisi su cosa si vuole effettivamente analizzare, evitando ambiguità e rendendo l’interazione un po’ più controllabile.
È un passaggio interessante perché racconta bene la direzione che Google sta prendendo: integrare sempre di più le capacità di ricerca visiva dentro Gemini su Android, rendendo l’assistente capace di fare quasi tutto quello che faceva Circle to Search, ma all’interno di un’esperienza conversazionale più ampia e articolata.
Come ottenere l’aggiornamento e su quali dispositivi è disponibile
L’aggiornamento sta raggiungendo un numero piuttosto ampio di dispositivi ed è legato all’ultima versione stabile dell’app Google, la 17.20. Non serve quindi essere iscritti a programmi beta o avere chissà quale smartphone di ultima generazione. Chi non dovesse ancora vedere la novità può provare un metodo semplice: andare nelle impostazioni di sistema, cercare la schermata delle informazioni sull’app Google e forzarne l’arresto. Al successivo avvio, la funzione potrebbe comparire. È uno di quei trucchetti che funzionano spesso con i rilasci graduali lato server, anche se non sempre garantisce risultati immediati.

