Gemini Omni è il nome che sta circolando nelle ultime ore e potrebbe rappresentare il prossimo passo di Google nella generazione video AI. Si tratta, a quanto pare, di un nuovo modello ancora in fase di sviluppo, ma già finito sotto i riflettori grazie ad alcuni utenti che hanno ottenuto un accesso anticipato e non hanno perso tempo a condividere le prime demo online. I risultati? Qualitativamente un bel salto in avanti nella creazione di video realistici.
Come funziona Gemini Omni e cosa lo distingue da Veo
Va detto subito: Google non è certo nuova alla generazione video tramite intelligenza artificiale. Il modello Veo esiste già e fa il suo lavoro. Però quello che emerge dalle prime informazioni è che Gemini Omni rappresenterebbe qualcosa di diverso, o meglio, qualcosa di più integrato. Il punto chiave è proprio questo: Omni non sarebbe uno strumento separato, ma un modello che vive direttamente dentro Gemini. Google lo descrive come capace di creare “remix dei tuoi video, modificare direttamente in chat, provare un template e altro ancora”.
Come si posizioni esattamente rispetto a Veo non è ancora del tutto chiaro. Alcuni metadati individuati nelle prime versioni accessibili sembrano però suggerire che Omni possa essere un’estensione diretta proprio di Veo. Insomma, non una sostituzione netta ma piuttosto un’evoluzione che porta quelle capacità dentro l’ecosistema Gemini in modo nativo.
Le prime demo e la qualità dei video generati
Le informazioni disponibili sono ancora poche, questo è innegabile. Però le prime demo pubblicate online raccontano già una storia interessante. I video generati da Gemini Omni mostrano capacità piuttosto avanzate: il realismo generale delle scene è convincente e anche la gestione dei testi scritti all’interno dei video sembra funzionare bene. Certo, qualche dettaglio tradisce ancora l’origine artificiale del contenuto, ma nel complesso il livello è notevole.
Un passaggio che ha attirato parecchia attenzione è stato il cosiddetto “Will Smith spaghetti test”, uno dei riferimenti più usati per mettere alla prova la qualità della generazione video AI. Anche su questo fronte, il risultato ottenuto con Gemini Omni è stato giudicato complessivamente migliore rispetto a molte altre soluzioni attualmente sul mercato.
Consumi, limiti giornalieri e possibile annuncio ufficiale
Tra le schermate condivise da chi ha avuto accesso anticipato è emerso anche un dettaglio pratico niente male. È stata individuata una nuova scheda chiamata “usage”, pensata per monitorare il consumo giornaliero delle funzionalità AI. Stando a quanto riportato, basterebbero appena due prompt video per consumare circa l’86% del limite giornaliero disponibile con il piano AI Pro. Lo stesso utente ha specificato che nello stesso giorno erano state utilizzate anche alcune funzioni basate su Gemini Flash, il che rende il dato ancora più significativo in termini di risorse richieste dalla generazione video.
Google non ha ancora fatto alcun annuncio ufficiale su Gemini Omni. Tuttavia, l’azienda aveva già manifestato in passato la volontà di andare in questa direzione. Con Google I/O 2026 ormai alle porte, è molto probabile che maggiori dettagli arriveranno a breve.
