Il progetto si chiama Immense Engine e rappresenta il tentativo più ambizioso degli ultimi anni di creare un motore grafico europeo capace di competere con i colossi americani del settore. In un momento storico in cui i rapporti tra Europa e Stati Uniti continuano a raffreddarsi, la questione dell’indipendenza tecnologica del Vecchio Continente non è più solo un tema da convegni: è diventata una necessità concreta, che tocca praticamente ogni settore. E l’industria dei videogiochi non fa eccezione.
A guidare questa iniziativa non è un nome qualunque. Arjan Brusse è un veterano assoluto del settore: ex di Epic Games, dove ha lavorato tra le altre cose a Jazz Jackrabbit, co-fondatore di Guerrilla Games nel 2003 e successivamente tornato in Epic con il ruolo di Director of Product Management dell’Unreal Engine. Insomma, parliamo di qualcuno che conosce il mondo dei motori grafici dall’interno, sia dal punto di vista tecnico sia da quello strategico. Brusse ha deciso di mettere tutta questa esperienza al servizio di un progetto nuovo, pensato per essere interamente basato in Europa, sviluppato da europei e conforme alle normative locali. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un’alternativa credibile a Unreal Engine e Unity, i due motori grafici che oggi dominano il mercato globale.
Intelligenza artificiale al centro, ma con un distinguo importante
Immense Engine non vuole essere semplicemente una copia europea di ciò che già esiste. Il progetto nasce con l’intelligenza artificiale integrata fin dalle fondamenta, pensata come strumento per semplificare e velocizzare diversi aspetti dello sviluppo. Brusse ha spiegato che i motori grafici attuali sono stati costruiti per un modo di lavorare ormai superato, basato su menu e click del mouse, e che l’ascesa dell’AI impone un approccio completamente diverso. Nelle sue parole, chi è abbastanza capace da sfruttare un gruppo di agenti AI può svolgere da solo il lavoro di 10 o 15 persone.
Questo punto merita però una precisazione che non va sottovalutata. Quando si parla di AI applicata ai videogiochi, bisogna distinguere nettamente tra due cose: l’uso dell’intelligenza artificiale come strumento di ottimizzazione dei processi produttivi e l’uso dell’AI generativa per creare asset e contenuti creativi. Il secondo aspetto è comprensibilmente il più discusso e il meno accettato dal pubblico. L’integrazione dell’AI negli ambienti di sviluppo, quando non tocca la parte generativa, può invece rivelarsi un aiuto concreto soprattutto per i team più piccoli. E la realtà europea, fatta in larga parte di studi indipendenti e produzioni con budget contenuti, potrebbe beneficiarne in modo particolare.
