Starship si prepara al suo dodicesimo volo, ma a complicare i piani di SpaceX stavolta non è un concorrente esterno: è la sua stessa piattaforma di lancio. A pochi giorni dal prossimo test, che dovrebbe mettere alla prova la versione 3 del razzo pensato per riportare esseri umani sulla superficie lunare, una serie di incidenti tecnici ha acceso più di un campanello d’allarme. E il tempismo non è dei migliori, perché nel frattempo Blue Origin procede spedita con i suoi progressi.
Starship: un’esplosione e un sistema di protezione che fa le bizze
L’ultimo problema si è verificato durante un test del sistema di diluvio della piattaforma di lancio. Per chi non lo sapesse, si tratta di un meccanismo che spara acqua verso l’alto nel momento in cui i motori si accendono, così da evitare che il calore estremo provochi incendi o danni strutturali. Durante la prova dello scorso fine settimana, però, si è verificata una piccola esplosione seguita da una colonna di vapore acqueo. Secondo quanto spiegato dal divulgatore e youtuber Marcus House, la causa potrebbe essere stata un’unità di gas che ha perso il tappo a causa di un eccesso di pressione. Un guasto non catastrofico, certo. Il punto è che non è la prima volta che succede qualcosa del genere.
Già durante due accensioni statiche del propulsore B19, quelle prove in cui il razzo viene acceso restando fermo sulla piattaforma, era stato necessario interrompere la procedura per problemi simili. E non si è trattato solo del sistema di diluvio: anche la piastra d’acciaio che protegge la base di lancio ha dato grattacapi. Insomma, i componenti che dovrebbero garantire l’integrità dell’intera struttura stanno mostrando una certa fragilità ricorrente.
Lezioni apprese dal primo lancio (a caro prezzo)
Sia il sistema di diluvio sia la piastra d’acciaio rinforzato sono nati da un’esperienza piuttosto traumatica. Al primo lancio di prova di Starship, la potenza dei motori generò un boato tale da distruggere la struttura in cemento della piattaforma e scavare un vero e proprio cratere nel terreno. Non bastasse, una nube di polvere e detriti investì un centro abitato nelle vicinanze. Non sorprende che diversi residenti texani abbiano poi avviato azioni legali contro SpaceX per i danni subiti alle proprie abitazioni.
Proprio per scongiurare il ripetersi di uno scenario simile, vennero introdotti il sistema di diluvio e la copertura con piastra d’acciaio rinforzato. Queste soluzioni segnarono un punto di svolta nei lanci di Starship, migliorando sensibilmente la sicurezza dell’intera operazione. Ma è evidente che, se proprio quei sistemi di protezione iniziano a funzionare male, il problema diventa serio.
La corsa con Blue Origin e il lancio del 15 maggio
Vale la pena ricordare che Starship non è solo un razzo: svolge anche la funzione di veicolo capace di atterrare sulla Luna. È composta da due stadi. Il primo, chiamato Super Heavy, è il vero e proprio booster. Il secondo, una volta separato, funziona come nave spaziale e lander lunare. Ed è proprio questo secondo stadio che compete con il progetto di Blue Origin per trasportare gli astronauti del programma Artemis sulla superficie selenica.
Nonostante gli intoppi, SpaceX non ha fermato i preparativi. Se tutto procede secondo i piani, il dodicesimo volo di Starship dovrebbe avvenire il 15 maggio. Nel frattempo, Blue Origin ha già testato il proprio lander lunare in una camera a vuoto della NASA, ottenendo risultati molto positivi. Questo non significa automaticamente che la compagnia di Jeff Bezos vincerà la gara, ma è piuttosto chiaro a chi stia sorridendo di più la fortuna in questo momento.
