Le azioni di Nintendo hanno registrato il peggior calo degli ultimi tre mesi, trascinando il titolo verso il basso del 10% presso la borsa di Tokyo. Il motivo? Le stime sulle vendite riformulate al ribasso dalla casa di Kyoto, che hanno colto di sorpresa gli investitori e alimentato una serie di dubbi sulla traiettoria commerciale della nuova console.
Il punto è che Nintendo ha rivisto le proprie previsioni per l’anno fiscale in corso, indicando vendite pari a 16,5 milioni di unità di Nintendo Switch 2 e circa 60 milioni di copie sul fronte dei giochi. Numeri che, evidentemente, il mercato non si aspettava. O meglio, si aspettava qualcosa di più ambizioso. Dietro questa correzione c’è un fattore preciso: il forte aumento del costo delle memorie, che ha spinto l’azienda giapponese a rivedere i propri conti.
Il valore del titolo è sceso fino a toccare il livello più basso dall’agosto del 2024, periodo in cui i ritmi di crescita della prima Nintendo Switch avevano già cominciato a mostrare segnali di rallentamento. Non esattamente il tipo di paragone che piace agli investitori.
Amir Anvarzadeh, equity market strategist presso Asymmetric Advisors, ha messo in evidenza un aspetto che va oltre il semplice problema dei costi hardware: “C’è motivo di preoccupazione qui. Mentre il mercato riflette sul destino dei margini hardware di Nintendo, le vendite software, che rappresentano il vero motore dei suoi profitti, stanno iniziando a rallentare in modo evidente, segno di un richiamo più debole dei suoi franchise.”
La line up first party resta l’elemento decisivo
Nintendo si è scusata pubblicamente per l’aumento di prezzo di Switch 2 e ha promesso grandi giochi per compensare. E proprio su questo aspetto si concentrano ora le aspettative del mercato. Robin Zhu, analista di Bernstein, ha spiegato che gli investitori guardano soprattutto a ciò che potrebbe emergere durante la stagione delle presentazioni estive, nella speranza che novità importanti possano contribuire a rafforzare la fiducia. “La line up first party di Nintendo resta l’elemento chiave”, ha aggiunto.
C’è però anche chi pensa che il quadro non sia poi così drammatico. Anzi, secondo diversi analisti, Nintendo avrebbe formulato stime fin troppo prudenti. Kazunori Ito di Morningstar ha commentato la cosa con una certa perplessità: “Perché prevedere un calo delle vendite software proprio nel momento in cui dovrebbero incentivare l’attività degli utenti, durante il cruciale secondo anno della console? È sconcertante.”
Un punto di vista che lascia aperta una lettura alternativa: se davvero le previsioni di Nintendo sono conservative, allora il margine di sorpresa positiva nei prossimi trimestri potrebbe essere significativo. Ma per ora il mercato ha scelto di reagire con cautela, e le azioni di Nintendo riflettono esattamente questo stato d’animo.
