Entrare una volta nel Top 1% della Corporate Sustainability Assessment di S&P Global è un risultato. Entrarci tre anni di fila è qualcosa d’altro, è la prova che si tratta di un metodo, non di una coincidenza. LG Electronics ha ottenuto per il terzo anno consecutivo questo riconoscimento, con un punteggio di 77 su 100, classificandosi al vertice sia nella categoria “Leisure Equipment & Products” che in quella “Consumer Electronics”.
Per contestualizzare il dato: nell’ultima valutazione CSA di S&P Global, solo 70 aziende su 9.243 appartenenti a 62 settori industriali sono state inserite in questa fascia. Un filtro estremamente selettivo che rende il risultato di LG ancora più significativo.
Un ecosistema di riconoscimenti
Il Top 1% di S&P Global è però solo il pezzo più recente di un quadro più articolato. LG è stata inclusa nel Dow Jones Best-in-Class World Index per il 14° anno consecutivo, la permanenza più lunga mai registrata da un’azienda coreana di elettrodomestici nell’indice, che seleziona il 10% delle società più attente alla sostenibilità tra le 2.500 maggiori a livello globale.
Sul fronte dei rating, quest’anno arriva anche un upgrade importante: MSCI ha elevato il giudizio ESG di LG da “A” ad “AA”, dopo cinque anni al livello precedente. A completare il quadro, il rating “Platinum” di EcoVadis per il secondo anno consecutivo, riservato all’1% delle migliori aziende della categoria, e un rating di rischio ESG “Low” da Sustainalytics.
Cosa c’è dietro i numeri
Le valutazioni positive coprono aree diverse: politiche ambientali, diritti umani, gestione della supply chain, relazioni con i clienti e governance societaria. Su quest’ultimo fronte LG ha lavorato in modo specifico, rafforzando l’indipendenza del consiglio di amministrazione attraverso la nomina di un presidente scelto tra i consiglieri indipendenti, una scelta che le principali agenzie di rating ESG considerano un indicatore di trasparenza strutturale.
Sul piano ambientale, LG sta lavorando alla conversione al 100% di energia rinnovabile in tutti i propri stabilimenti produttivi entro il 2050, aumentando parallelamente l’impiego di plastiche riciclate e sviluppando materiali di imballaggio a base di carta. Le certificazioni volontarie di riduzione delle emissioni per le tecnologie ad alta efficienza basate su pompe di calore completano un percorso che punta a ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la catena del valore.

