Gli aumenti di prezzo TIM non si fermano, anzi. Nei primi tre mesi del 2026, le rimodulazioni tariffarie dell’operatore hanno già toccato oltre 4 milioni di utenze tra rete fissa e rete mobile. Il dato emerge dalla presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre 2026 del Gruppo TIM, illustrati nel corso della Conference Call tenutasi il 7 maggio 2026.
A condurre la presentazione sono stati l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Pietro Labriola e il Chief Financial Officer Piergiorgio Peluso. Tra le curiosità, per la prima volta i risultati sono stati presentati anche tramite dei Digital Twin dei manager dell’operatore, realizzati grazie all’IA. Oltre alla situazione finanziaria complessiva, si è parlato del contenzioso da 1,9 miliardi di euro avviato da Sky Italia per i diritti TV della Serie A 2021 e 2024, della nuova offerta di connettività TIM Premium in arrivo e della nuova strategia sulle torri di telefonia mobile legata all’uscita da INWIT. Ma il capitolo che riguarda più da vicino milioni di clienti è proprio quello delle rimodulazioni tariffarie.
TIM e i numeri delle rimodulazioni: chi è stato colpito e quanto
Come già anticipato nei mesi scorsi, dopo le azioni di repricing portate avanti durante tutto il 2025, gli aumenti di prezzo sulla base clienti di TIM sono proseguiti senza sosta anche nel primo trimestre 2026. Ed è lo stesso Labriola a spiegare che le rimodulazioni ai già clienti restano un fattore chiave nella stabilizzazione di TIM Consumer. Il 2026, ha sottolineato l’AD, segna il quinto anno consecutivo in cui la strategia dell’operatore punta sul valore piuttosto che sul volume. Un approccio ritenuto necessario in un mercato competitivo come quello italiano.
Rispetto agli anni precedenti, TIM ha anticipato i tempi degli aumenti, potendo così incassare prima i benefici in termini di ricavi incrementali. Guardando ai numeri nel dettaglio, nel segmento consumer sono state coinvolte circa 2,5 milioni di linee fisse e circa 1 milione di linee mobile, per un totale di 3,5 milioni di linee consumer rimodulate. Per il settore Business (partite IVA e PMI) si parla invece di circa 300mila linee fisse e circa 400mila linee mobile. Quindi circa 700mila linee Business in tutto. Il totale complessivo, sommando consumer e business, arriva a circa 4,2 milioni di utenze TIM coinvolte dagli aumenti di prezzo solo nei primi tre mesi dell’anno.
Per dare un termine di paragone, durante l’intero 2025 le rimodulazioni avevano toccato circa 8,3 milioni di utenze TIM, suddivise in circa 4,1 milioni di linee fisse e circa 4,2 milioni di linee mobile. Il ritmo del 2026, va detto, appare quindi decisamente più accelerato.
Impatto sugli indicatori e strategia futura
Pietro Labriola ha evidenziato come l’impatto di queste iniziative sia visibile su tutti i KPI aziendali. L’ARPU del segmento fisso ha registrato una crescita del 5,4% rispetto al primo trimestre 2025, mentre l’ARPU del mobile è in leggero rialzo con un incremento dell’1% rispetto a marzo 2025. Nonostante i molteplici aumenti di prezzo degli ultimi anni, il tasso di abbandono (churn) è rimasto sotto controllo e il saldo netto di linee legato alla portabilità del numero mobile si conferma sostanzialmente neutro, segno della capacità di TIM di trattenere la clientela.
Nel corso della stessa Conference Call è intervenuto anche Andrea Rossini, Chief Consumer, Small & Medium Business Market Officer di TIM, che ha spiegato come negli ultimi anni l’operatore abbia lavorato per ridurre il churn migliorando tre aspetti fondamentali: la convergenza fisso e mobile, la migrazione verso la Fibra FTTH e l’utilizzo dei contenuti TV con TIMVISION, quest’ultimo impiegato sia per fidelizzare sia per incrementare l’ARPU.
Sul fronte mobile, Rossini ha precisato che TIM ha perfezionato le pratiche di aumento dei prezzi agendo in modo più segmentato e cauto per prevenire la fuga dei clienti. Ha poi osservato che il mercato mobile sta evolvendo, con i numeri delle portabilità in progressiva riduzione. Infine, ha sottolineato come per TIM sia un segnale positivo il fatto che altri operatori in Italia stiano seguendo lo stesso approccio sugli aumenti di prezzo ai clienti.
