Porsche ha deciso di fermare tutto. La divisione dedicata alle biciclette elettriche, nota come Porsche eBike Performance GmbH, verrà chiusa. La casa automobilistica tedesca aveva lanciato questa sussidiaria nell’agosto 2022 con l’obiettivo di sviluppare componenti come motori e batterie specifici per il mondo delle e-bike. Dopo quasi quattro anni di attività, però, il progetto non ha retto alle condizioni di mercato, e Porsche ha scelto di interrompere definitivamente le operazioni. A farne le spese saranno gli stabilimenti di Ottobrunn, in Germania, e di Zagabria, in Croazia, con circa 350 dipendenti che perderanno il posto di lavoro.
In un comunicato stampa, Porsche ha spiegato che la divisione e-bike era nata con lo scopo di creare sistemi di propulsione ad alte prestazioni da commercializzare a livello globale. L’idea sulla carta aveva senso, e qualche prodotto interessante è effettivamente arrivato sul mercato. Tra questi, Porsche eBike Sport, pensata per l’uso su strada, e Porsche eBike Cross, orientata invece al fuoristrada. La eBike Sport era persino arrivata alla quinta generazione, il che non è poco. Ma con un prezzo di partenza intorno ai 10.000 euro, parliamo di un segmento estremamente di nicchia, dove il volume di vendite non è mai stato facile da sostenere.
Non solo e-bike: Porsche taglia anche batterie e software
La chiusura della divisione e-bike non è un episodio isolato. Il CEO di Porsche, Michael Leiters, ha annunciato anche lo stop a Cellforce Group GmbH, la sussidiaria dedicata allo sviluppo di celle per batterie, e a Cetitic GmbH, una società software utilizzata sia da Porsche che dal Gruppo Volkswagen. Tutte queste decisioni rientrano in una strategia più ampia di ritorno al core business, come lo stesso Leiters ha dichiarato. Porsche, insomma, sta facendo pulizia tra le attività periferiche per concentrare risorse e attenzione su quello che sa fare meglio.
E non finisce qui. Il costruttore tedesco ha anche ceduto la propria quota di minoranza in Bugatti Rimac, la joint venture nata dalla collaborazione tra Porsche e il Rimac Group. In aggiunta, Porsche si è liberata anche della partecipazione più piccola detenuta direttamente nel Rimac Group, nonostante avesse investito decine di milioni nel produttore croato di supercar elettriche di lusso.
Una ritirata strategica dal mondo delle due ruote elettriche
Quello che emerge da tutte queste mosse è un quadro abbastanza chiaro. Porsche continua a elettrificare la propria gamma di automobili, ma ha deciso che il percorso verso la mobilità elettrica non passa più attraverso progetti collaterali come le biciclette elettriche ad alte prestazioni o le startup legate a batterie e software. Porsche eBike Performance, nata con grandi ambizioni, si è scontrata con un mercato che evidentemente non rispondeva come previsto, soprattutto a certi livelli di prezzo. E così, dopo quasi quattro anni, la divisione e-bike di Porsche cessa di esistere, portandosi dietro centinaia di posti di lavoro e un paio di stabilimenti produttivi tra Germania e Croazia.
