Chi possiede un drone o un router di fabbricazione estera che è stato bandito dalla Federal Communications Commission (FCC) negli Stati Uniti può tirare un piccolo sospiro di sollievo. Questi dispositivi, nonostante il divieto, potranno ancora ricevere aggiornamenti critici di software e firmware fino al 1° gennaio 2029. Una notizia che riguarda milioni di prodotti già nelle case e negli uffici degli americani, e che ha implicazioni piuttosto significative anche per il mercato tecnologico globale.
L’annuncio è arrivato l’8 maggio 2026 dall’Office of Engineering and Technology (OET) della FCC, che ha chiarito come i droni e router banditi potranno continuare a ricevere quegli aggiornamenti pensati per “mitigare i danni ai consumatori statunitensi”. Rispetto alla scadenza iniziale, questa nuova decisione estende la finestra temporale di circa due anni, un margine non da poco per chi si ritrova con dispositivi funzionanti ma tecnicamente fuori norma.
Droni e router: come si è arrivati al divieto e perché serviva una proroga
Facendo un passo indietro, la FCC aveva inserito i cosiddetti “uncrewed aircraft systems”, cioè i droni e i relativi componenti, nella propria Covered List a dicembre 2025. Quella lista raccoglie tutte le apparecchiature e i servizi di comunicazione ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale. Pochi mesi dopo, anche i router prodotti fuori dagli Stati Uniti erano finiti nello stesso elenco, con una deroga che garantiva aggiornamenti almeno fino al 1° marzo 2027. Ora, con l’ultima comunicazione, l’OET ha ritenuto opportuno allungare ulteriormente i tempi, sostenendo che “circostanze speciali giustificano una deviazione dalle regole generali e che l’interesse pubblico sarebbe meglio servito estendendo la deroga ai divieti”.
In pratica, la FCC ha riconosciuto che tagliare di netto ogni forma di supporto a dispositivi già diffusi sul territorio avrebbe potuto causare più problemi di quanti ne risolvesse. Router senza patch di sicurezza, ad esempio, diventano porte spalancate per attacchi informatici, il che è paradossale se l’obiettivo dichiarato è proteggere i cittadini.
Il ruolo della Consumer Technology Association nella decisione
Non è un mistero che dietro questa estensione ci sia anche una certa pressione da parte dell’industria. La Consumer Technology Association (CTA), l’associazione di categoria che rappresenta il settore tecnologico statunitense, aveva inviato una lettera alla FCC chiedendo esplicitamente di prolungare la possibilità di rilasciare aggiornamenti e patch per i dispositivi già autorizzati in precedenza “oltre il singolo anno” previsto in origine. Non solo. La CTA aveva anche chiesto maggiore chiarezza sulla portata effettiva del divieto. Cioè su quali prodotti rientrassero davvero nella lista, e una collaborazione più stretta con il National Security Council e il Dipartimento della Difesa. L’obiettivo dichiarato era offrire più trasparenza e linee guida concrete alle aziende che producono i dispositivi coinvolti dal bando.
La nuova scadenza del 1° gennaio 2029 per gli aggiornamenti critici di droni e router banditi dà quindi un po’ di respiro sia ai consumatori sia ai produttori, che avranno più tempo per adeguarsi o per trovare alternative compatibili con le nuove regole imposte dalla FCC.
