TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home Curiosità
News

Piramidi d’Egitto: l’acqua potrebbe essere il segreto della costruzione

Piramidi d'Egitto: un team di ricercatori ipotizza che siano state costruite grazie a un sistema di elevazione idraulica

scritto da Ilenia Violante 10/05/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
Piramidi d'Egitto: l'acqua potrebbe essere il segreto della costruzione - piramidi d'Egitto costruzione
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
149

Le piramidi d’Egitto restano uno dei rompicapi più affascinanti della storia antica, e adesso un gruppo di ricercatori propone una spiegazione che potrebbe cambiare parecchio di quello che pensiamo sulla loro costruzione. Un sistema di elevazione idraulica nascosto nel cuore stesso dei monumenti. Non rampe gigantesche, non eserciti infiniti di operai. Acqua. Tanta acqua, gestita con un’ingegneria che, se confermata, sarebbe a dir poco sorprendente per l’epoca.

Partiamo dal contesto. L’antico Egitto è riconosciuto come una delle prime civiltà idrauliche della storia: canali di irrigazione, dighe, sistemi di trasporto fluviale. Tutta quella competenza fu essenziale per tenere in piedi un regno centralizzato per oltre tremila anni lungo una striscia fertile circondata dal deserto. Durante il periodo dell’Antico Regno (circa 2700–2200 a.C.), i faraoni fecero costruire sette piramidi enormi che rappresentano approssimativamente 25 milioni di tonnellate di roccia tagliata, trasportata e assemblata in meno di 150 anni. Si parla di un ritmo equivalente a 50 tonnellate all’ora, mantenuto in modo costante per decenni. Le ipotesi classiche, basate su rampe di varia geometria, leve e slitte, non sono mai riuscite a spiegare davvero quel rendimento produttivo, soprattutto nelle fasi iniziali.

TecnoAndroid · su Google

Seguici su Google e non perdere nulla

Aggiungi TecnoAndroid alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie tech più importanti arrivano direttamente sul tuo telefono.

Seguici su:DiscoverGoogleGoogle NewsTelegram

Piramidi d’Egitto: l’ipotesi dell’ascensore idraulico a Saqqara

Il punto di partenza è Saqqara, la meseta calcarea a ovest del Nilo dove sorge la Piramide a Gradoni del faraone Zoser, la più antica tra le grandi piramidi e la prima costruita interamente in pietra tagliata. Proprio qui il team multidisciplinare guidato da Xavier Landreau ha proposto per la prima volta che l’acqua fosse il vero motore della costruzione. L’idea è questa, tre grandi strutture già note del complesso di Zoser formavano insieme una sorta di ascensore idraulico. Il Gisr el-Mudir funzionava come diga di contenimento, la Fossa Secca meridionale serviva da bacino di decantazione, e i cosiddetti pozzi gemelli, collegati da un tunnel sotterraneo lungo 200 metri, costituivano il meccanismo di sollevamento vero e proprio.

Il funzionamento, in pratica, era questo: l’acqua proveniente dai wadi del deserto veniva canalizzata e filtrata prima di raggiungere i pozzi verticali. Una volta riempiti, l’acqua sollevava per galleggiamento una piattaforma su cui poggiavano i blocchi di pietra, permettendo di posizionarli ai livelli superiori attraverso cicli di riempimento e svuotamento. Niente rampe esterne, meno manodopera, più efficienza logistica. Un concetto quasi elegante nella sua semplicità.

Questa ipotesi è importante per almeno un paio di motivi. Primo: offre finalmente una spiegazione funzionale coerente per tre strutture di Saqqara il cui scopo non era mai stato del tutto chiarito. Secondo: se venisse confermata, il complesso di Saqqara diventerebbe l’infrastruttura idraulica più antica della storia, ridimensionando la teoria tradizionale delle rampe come soluzione universale per la costruzione delle piramidi d’Egitto.

Come è stato condotto lo studio e quali dubbi restano aperti

Il team di ricerca non ha scavato nulla. Ha lavorato combinando immagini satellitari Airbus Pléiades, modelli di elevazione dell’IGN francese e il software GIS QGIS per ricostruire la paleoidrologia dell’area circostante. Da lì hanno generato modelli 3D dell’architettura interna del complesso usando strumenti piuttosto diffusi come SolidWorks e SketchUp. Per simulare il meccanismo idraulico, hanno sviluppato un modello numerico volutamente semplice per stimare il consumo d’acqua e la capacità di carico del sistema. Un dato fondamentale riguarda la disponibilità di acqua. A ovest del complesso esisteva un bacino idrografico potenziale di 400 chilometri quadrati legato al wadi Taflah, un antico affluente del Nilo già documentato in mappe del XVIII secolo. Anche se oggi la zona è un altopiano desertico, le analisi dei sedimenti all’interno delle strutture dimostrano che durante il regno di Zoser l’area riceveva deflussi stagionali intensi, con energia sufficiente a depositare sedimenti di origine idrica nelle strutture stesse.

Restano però domande aperte, e il team stesso lo riconosce. Non hanno avuto accesso diretto ai pozzi e non hanno datato i sedimenti in modo diretto. Affermare che i pozzi gemelli non avevano funzione funeraria, come sostenuto finora dalla comunità scientifica, contraddice decenni di interpretazione consolidata. Secondo la lettura tradizionale quei pozzi ospitavano la tomba reale di Zoser e la dimora del suo ka. E poi c’è una questione strutturale che questa ipotesi inevitabilmente solleva. Se chi costruì le prime piramidi d’Egitto padroneggiava già questa tecnologia idraulica, perché le piramidi successive a quelle di Giza diventarono progressivamente più piccole e meno imponenti?

acquaegittopiramidi
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
Ilenia Violante
Ilenia Violante

Laureata in Culture Digitali con Specialistica in Marketing. Faccio della lettura e la scrittura il mio lavoro nonché la mia più grande passione !

Articolo precedenti
Pragmata supera i 2 milioni di copie: Capcom ha fatto centro
prossimo articolo
Star Fox: 10 curiosità sulla saga che forse nessuno conosce

Lascia un commento Cancella Risposta

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Ultime news

  • iOS 26.5 ufficiale per iPhone: tutte le novità anche per Mac, iPad ed Apple Watch

    12/05/2026
  • Ahsoka stagione 2: l’aggiornamento di Filoni che cambia tutto

    11/05/2026
  • Pecore sotto copertura: il finale spiegato nel dettaglio

    11/05/2026
  • Password violate: metà finisce con un numero, ecco perché è un rischio

    11/05/2026
  • Google Maps con Gemini: da mappa a vero assistente personale

    11/05/2026

2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

  • Privacy e Cookie policy
  • FAQ, Disclaimer e Note legali
  • Contatti

🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

Le migliori offerte
direttamente su di te

Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
oppure

Ricevi le offerte via email

Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

TecnoAndroid
  • Home