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Bancomat, la truffa dello scontrino che nessuno sospetta

Uno scontrino abbandonato dopo il prelievo può rivelare dati utili ai truffatori per orchestrare attacchi di phishing mirati.

scritto da Denis Dosi 10/05/2026 0 commenti 1 Minuti lettura
Bancomat, la truffa dello scontrino che nessuno sospetta
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Le truffe al Bancomat stanno diventando sempre più sofisticate, e l’ultima trovata dei malintenzionati riguarda qualcosa che quasi nessuno considererebbe un rischio: lo scontrino del prelievo. Sembra assurdo, eppure quel piccolo foglietto stampato dopo un’operazione allo sportello automatico può trasformarsi in un’arma nelle mani sbagliate. Il punto è semplice: ogni volta che si effettua un prelievo e si decide di stampare la ricevuta, su quel pezzo di carta finiscono informazioni che, combinate con altre tecniche, possono aprire la porta a tentativi di phishing e furti.

Come funziona la truffa legata allo scontrino del Bancomat

I tentativi di truffa si evolvono di continuo, e chi li mette in atto studia ogni dettaglio. La tecnica in questione sfrutta proprio i dati presenti sugli scontrini rilasciati dagli ATM dopo un prelievo. Anche se a prima vista quelle informazioni possono sembrare innocue, in realtà contengono elementi utili per ricostruire abitudini bancarie, orari di operatività e, in alcuni casi, dati parziali del conto. Non servono necessariamente numeri completi: ai truffatori basta incrociare quei frammenti con altre informazioni raccolte altrove per costruire messaggi di phishing estremamente credibili.

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Il meccanismo è più banale di quanto si pensi. Qualcuno lascia lo scontrino nel cestino accanto allo sportello, oppure lo abbandona distrattamente sul ripiano dell’ATM. A quel punto, chiunque può raccoglierlo. E non parliamo solo di curiosi: esistono vere e proprie reti organizzate che setacciano questi piccoli scarti cartacei per raccogliere dati da utilizzare successivamente. Con quei dati in mano, il passo successivo è contattare la vittima con comunicazioni che sembrano provenire dalla banca, chiedendo conferme, aggiornamenti o verifiche. Il tutto confezionato in modo così accurato da risultare quasi indistinguibile da una comunicazione autentica.

Perché è meglio non stampare lo scontrino al Bancomat

La soluzione più efficace è anche la più semplice: evitare proprio di stampare lo scontrino dopo il prelievo. Oggi praticamente tutti gli istituti bancari offrono la possibilità di controllare movimenti e saldo direttamente dall’app della banca, rendendo del tutto superflua la ricevuta cartacea. Chi preferisce comunque avere un riscontro immediato dell’operazione può verificare tutto dal proprio smartphone nel giro di pochi secondi, senza lasciare tracce fisiche che qualcuno potrebbe sfruttare.

Se proprio si decide di stampare la ricevuta, la regola è una sola: non lasciarla mai incustodita. Niente cestini dello sportello, niente tasche da cui potrebbe scivolare fuori. Portarla a casa e distruggerla adeguatamente resta l’unica alternativa ragionevole. Ma onestamente, considerando quanto è facile controllare tutto in digitale, il consiglio resta quello di rinunciare del tutto alla stampa.

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Denis Dosi
Denis Dosi

Laureato in ingegneria informatica nel lontano 2013, da sempre appassionato di scrittura e tecnologia sono riuscito a convogliare in un'unica professione le mie due più grandi passioni grazie a TecnoAndroid.

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