La fame di Apple per i chip di memoria DRAM sta creando un effetto domino che rischia di travolgere buona parte del mercato smartphone. Secondo quanto emerge da un recente report, l’azienda di Cupertino starebbe letteralmente prosciugando le scorte mondiali di DRAM, quelle che non sono già state accaparrate dai grandi data center. E le conseguenze potrebbero farsi sentire soprattutto per i produttori cinesi, che si ritrovano a competere per le briciole rimaste.
Il punto è semplice ma pesante: le memorie DRAM sono un componente fondamentale per qualsiasi dispositivo elettronico moderno, dagli smartphone ai server. Se un singolo attore di mercato inizia ad assorbire volumi enormi, la disponibilità per tutti gli altri cala drasticamente. Ed è esattamente quello che sta succedendo. Apple sta facendo acquisti massicci, e questo sta mettendo sotto stress una catena di approvvigionamento già tutt’altro che rilassata.
Apple, Xiaomi, OPPO e gli altri: chi paga il prezzo più alto
A farne le spese, stando a quanto riportato, sarebbero in particolare i brand cinesi. Parliamo di nomi come Xiaomi e OPPO, che negli ultimi anni hanno puntato forte su modelli di fascia altissima, quelli con il suffisso “Ultra” per intenderci. Dispositivi che richiedono quantità generose di DRAM per funzionare al meglio e reggere il confronto con gli iPhone di ultima generazione.
Il problema è che se le scorte di DRAM continuano a scarseggiare, questi produttori potrebbero trovarsi costretti a rivedere i propri piani. Non è detto che spariscano del tutto i modelli top di gamma, ma la possibilità che il prossimo anno manchino all’appello alcuni dispositivi “Ultra” non è affatto remota. È una questione di numeri. Se non ci sono abbastanza componenti per tutti, qualcuno resta fuori.
E non si tratta solo di una sfida tra Apple e i rivali cinesi. Il mercato della memoria è conteso anche dal settore dei data center, che negli ultimi anni ha visto una crescita esplosiva della domanda legata all’intelligenza artificiale e al cloud computing. Questo significa che la torta da spartire è già più piccola rispetto a qualche anno fa, e l’appetito di Cupertino rende tutto ancora più complicato.
Un mercato sempre più teso
Quello che colpisce di questa vicenda è la portata dell’impatto. Non si parla di un leggero rallentamento o di qualche ritardo nella produzione. Si parla di una vera e propria crisi delle forniture che potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore smartphone nel breve periodo. Quando un’azienda delle dimensioni di Apple decide di fare il pieno, il contraccolpo si avverte lungo tutta la filiera.
I produttori di memorie DRAM a livello globale stanno ovviamente cercando di aumentare la capacità produttiva, ma è un processo che richiede tempo e investimenti colossali. Nel frattempo, chi non ha la forza contrattuale e i volumi di acquisto di Apple rischia di restare con le mani vuote, o quantomeno di dover accettare condizioni meno favorevoli.
Per Xiaomi, OPPO e gli altri marchi cinesi la situazione è particolarmente delicata. Il mercato interno cinese è enorme e competitivo, e rallentare proprio ora sul fronte dei dispositivi premium significherebbe cedere terreno in un segmento che stava finalmente diventando redditizio. La corsa alle memorie DRAM, insomma, non è solo una questione di componenti elettronici: è una partita strategica che potrebbe influenzare le lineup smartphone del prossimo anno in modi che pochi si aspettavano.
Apple, dal canto suo, continua ad assicurarsi tutto ciò che serve per alimentare la propria produzione senza compromessi, lasciando ai concorrenti il compito di arrangiarsi con quello che resta.
