Gli smart glasses stanno diventando oggetti sempre più comuni, ma insieme alla loro diffusione emergono anche storie decisamente preoccupanti. Occhiali dall’aspetto normale, quasi indistinguibili da un paio di lenti da sole qualsiasi, che però nascondono videocamere, microfoni e connessione al web. Strumenti potenti, capaci di sfruttare funzionalità basate su intelligenza artificiale, e che qualcuno ha già iniziato a usare in modi del tutto illegali. Dall’estorsione allo stalking, passando per la pubblicazione non autorizzata di video sui social: il quadro che sta emergendo è tutt’altro che rassicurante.
L’estorsione in pieno giorno a Londra
Il caso più eclatante arriva da Londra. Una donna stava facendo shopping in piena tranquillità quando uno sconosciuto l’ha avvicinata dopo averla filmata con i suoi occhiali intelligenti. La richiesta era semplice e brutale: pagare una somma di denaro in cambio della cancellazione del video, che nel frattempo era già stato pubblicato su TikTok direttamente dagli occhiali stessi. Il filmato aveva raggiunto in pochissimo tempo decine di migliaia di visualizzazioni. Alla fine il video è stato rimosso dalla piattaforma perché violava le normative sulla privacy, ma la vicenda non si è chiusa lì. Pare infatti che lo stesso contenuto sia stato ripubblicato su altri social network e di nuovo diffuso. L’autore del video, una volta contattato, ha negato qualsiasi tentativo di estorsione.
Questo episodio non è isolato. Si inserisce in un fenomeno più ampio che coinvolge i cosiddetti manfluencer, ovvero creatori di contenuti che riprendono tentativi di approccio con sconosciute in luoghi pubblici, pubblicando poi tutto sui propri canali senza chiedere alcuna autorizzazione. Un comportamento che solleva enormi questioni etiche e legali, e che gli smart glasses rendono ancora più facile da mettere in pratica.
Il lato oscuro degli occhiali intelligenti
Negli ultimi mesi gli smart glasses hanno conquistato sempre più spazio sul mercato. La promessa è affascinante: registrare video, scattare foto, interagire con assistenti AI tramite comandi vocali, il tutto da un paio di occhiali che sembrano del tutto normali ed è proprio qui che nasce il problema. A differenza dei vecchi Google Glass, che erano immediatamente riconoscibili come dispositivi tecnologici, i modelli attuali sono praticamente indistinguibili da un normale paio di occhiali da sole. Questo significa che chiunque può riprendere persone e ambienti in modo estremamente discreto, senza che nessuno se ne accorga.
Ma le capacità potenziali vanno anche oltre. Questi dispositivi potrebbero essere in grado di riconoscere in tempo reale i passanti, incrociando le immagini catturate dal vivo con le foto pubbliche presenti sui social network. Una funzionalità che, nelle mani sbagliate, trasforma un semplice accessorio di moda in uno strumento di sorveglianza personale difficile da contrastare. La tecnologia degli smart glasses corre veloce, e le regole che dovrebbero governarne l’utilizzo faticano a tenere il passo. I casi di estorsione e di pubblicazione non consensuale di video rappresentano solo la punta di un iceberg che riguarda la sicurezza e la privacy di chiunque cammini per strada.
