La crisi dei chip di memoria stava già mettendo a dura prova il settore, ma Samsung adesso deve fare i conti anche con un fronte interno tutt’altro che tranquillo. I dipendenti delle fabbriche che producono DRAM e NAND, ovvero le memorie più richieste del momento, stanno alzando la voce con proteste sempre più accese per ottenere condizioni economiche migliori. Da settimane ormai si rincorrono minacce di sciopero generale, e le conseguenze di un blocco produttivo in una fase così delicata sono facili da immaginare per chiunque segua anche solo di sfuggita il mercato dei semiconduttori.
Il braccio di ferro tra Samsung e i sindacati è esploso ad aprile, quando migliaia di lavoratori sono scesi in piazza chiedendo un bonus pari al 15% dei profitti operativi della divisione semiconduttori. Non proprio una richiesta simbolica. I sindacati avevano messo sul tavolo anche una minaccia concreta: uno sciopero generale di 18 giorni a partire dal 21 maggio, nel caso in cui non si fosse raggiunto un accordo. Una mossa che, nel bel mezzo della crisi dei chip, avrebbe potuto avere ripercussioni enormi sulla catena di fornitura globale.
La controproposta di Samsung e il nodo dei bonus
A quanto pare, la dirigenza di Samsung ha deciso di non tirare troppo la corda. I segnali di apertura ci sono stati, e anche piuttosto significativi. La controproposta prevede un bonus del 10% sui profitti operativi, accompagnato da un aumento del 6,2% sullo stipendio regolare. Numeri che, pur restando sotto le richieste iniziali dei lavoratori, rappresentano comunque un passo avanti importante rispetto alla situazione precedente.
Ma c’è un elemento che potrebbe pesare ancora di più nella trattativa. Il sistema di bonus verrà formalizzato per i prossimi tre anni, e dopo quel periodo diventerà parte integrante e stabile dei contratti. Questo è un punto chiave, perché i lavoratori non chiedevano soltanto compensi più alti: volevano soprattutto garanzie strutturali, per evitare che ogni anno si tornasse al punto di partenza con rinegoziazioni al ribasso e bonus concessi solo una tantum, senza alcuna certezza per il futuro.
Il confronto con SK Hynix e la questione dei profitti
A rendere il tutto ancora più spinoso c’è un paragone che i sindacati non smettono di tirare fuori. Secondo le rappresentanze dei lavoratori, Samsung riserva ai dipendenti della divisione memorie un trattamento economico peggiore rispetto a quello offerto dalla diretta rivale SK Hynix. E qui il punto diventa particolarmente scomodo per Samsung, visto che parliamo di un’azienda con quote di mercato e profitti superiori rispetto alla concorrente.
