La notizia era nell’aria da mesi, ma ora sembra essere diventata ufficiale: Apple e Intel hanno stretto un accordo preliminare per la produzione di chip destinati ai dispositivi della casa di Cupertino. La collaborazione tra i due colossi tecnologici rappresenta un passaggio potenzialmente storico, soprattutto considerando che per anni Apple ha costruito il proprio ecosistema di silicio personalizzato affidandosi in modo quasi esclusivo a un unico partner produttivo.
Secondo quanto emerso, le trattative tra Apple e Intel andavano avanti da oltre un anno, e nelle ultime settimane le due aziende sarebbero riuscite a formalizzare un’intesa concreta. Non è ancora chiaro per quali prodotti Apple verranno realizzati i chip da Intel. Vale la pena ricordare che Apple spedisce ogni anno oltre 200 milioni di iPhone, oltre a milioni di iPad e Mac, quindi il ventaglio di possibilità è molto ampio.
Già lo scorso autunno, l’analista Ming-Chi Kuo aveva riportato che Apple e Intel stavano esplorando una collaborazione sui futuri chip della serie M, quelli destinati a Mac e iPad. All’epoca, Kuo aveva indicato il 2027 come possibile anno di inizio della produzione. Successivamente, a dicembre, l’analista Jeff Pu aveva aggiunto che la partnership potrebbe estendersi anche ai chip per iPhone, ma non prima del 2028.
Diversificare la produzione e il ruolo del governo americano
Uno degli aspetti più interessanti di questa mossa riguarda la strategia di diversificazione della catena produttiva. Al momento, Apple dipende in modo molto significativo da TSMC per la produzione dei propri chip. Affiancare Intel (e potenzialmente anche Samsung, con cui pare siano in corso esplorazioni parallele) significherebbe ridurre quella dipendenza, con evidenti vantaggi competitivi in termini di resilienza e flessibilità.
Ma c’è anche un altro elemento che rende questa vicenda particolarmente rilevante: il ruolo del governo degli Stati Uniti. Intel è oggi parzialmente di proprietà statale americana, e l’amministrazione Trump avrebbe lavorato attivamente per garantire nuovi contratti all’azienda. Secondo le fonti coinvolte, il presidente Trump in persona avrebbe fatto pressioni su Tim Cook durante un incontro alla Casa Bianca, sostenendo le ragioni di Intel come partner produttivo.
Non è un dettaglio da poco. La reputazione di Apple agli occhi di Washington potrebbe trarre beneficio da un accordo di questo tipo, in un momento in cui la politica industriale americana spinge con forza verso il reshoring della produzione di semiconduttori.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Se davvero Apple intende utilizzare Intel per i chip previsti nel 2027, è ragionevole pensare che ulteriori dettagli sull’accordo emergeranno a breve. Le tempistiche di sviluppo e produzione di un chip su scala industriale richiedono pianificazioni lunghissime, e il fatto che un’intesa formale sia già stata raggiunta suggerisce che il processo sia già in fase avanzata.
Resta da capire, in concreto, quale sarà il primo prodotto Apple a montare un chip fabbricato da Intel. Un Mac? Un iPad? Oppure, più avanti, addirittura un iPhone? Per ora nessuna conferma ufficiale su questo fronte, ma la portata dell’accordo tra Apple e Intel lascia intendere che non si tratti di un esperimento marginale. La partita, evidentemente, è grossa.

