La trasformazione in corso dentro Xbox non riguarda solo i prodotti, ma anche e soprattutto le persone che prendono le decisioni. Asha Sharma, diventata CEO della divisione gaming di Microsoft dopo aver lavorato in CoreAI, sta mettendo mano alla struttura dirigenziale con una serie di nomine che raccontano molto della direzione che vuole imprimere. Oltre all’abbandono dell’iniziativa AI Gaming Copilot, di cui si è parlato nelle scorse ore, Sharma ha annunciato l’arrivo di cinque nuovi dirigenti di alto profilo, pescati sia da altre divisioni interne di Microsoft sia dal mondo esterno.
In un memo interno, Sharma ha messo nero su bianco quelli che considera i problemi principali della divisione Xbox: troppa lentezza nel rilascio di nuovi prodotti e funzionalità, un rapporto con la community che lascia a desiderare e alcune lacune in aree che dovrebbero essere considerate fondamentali. Niente giri di parole, insomma. E la risposta è arrivata sotto forma di cinque nomi ben precisi, ciascuno con un ruolo definito.
Chi sono i nuovi volti della dirigenza Xbox
David Schloss arriva da Instacart e avrà il compito di seguire tutto ciò che ruota attorno ai servizi in abbonamento, con ogni probabilità Game Pass, e al cloud. Evan Chaki, proveniente da CoreAI, dovrà snellire i processi interni di sviluppo software, un tema evidentemente sentito ai piani alti. Jonathan McKay, anche lui da CoreAI, si occuperà della crescita del brand Xbox. Tim Allen, che ha lavorato sia in CoreAI che in GitHub, sarà il nuovo responsabile del design. E infine Jared Palmer, pure lui con un passato tra CoreAI e GitHub, entrerà nello staff tecnico con un ruolo trasversale: prodotti finali, strumenti di sviluppo, infrastrutture. A quanto pare, è stato scelto in particolare per quello che viene descritto come il suo “gusto”.
Che tre nomi su cinque arrivino da CoreAI non è affatto un caso. Quel gruppo è stato determinante nel rendere economicamente sostenibili diversi prodotti legati all’intelligenza artificiale di Microsoft. Sharma vuole portare lo stesso approccio dentro Xbox: scalabilità, accessibilità e soprattutto rapidità di esecuzione. Non si tratta solo di migliorare i prodotti destinati al pubblico finale, ma anche di costruire un ecosistema più attraente per gli sviluppatori terzi, che nella visione di Sharma rappresentano un elemento chiave per il futuro della piattaforma.
Un segnale chiaro sulla direzione di Xbox
Il messaggio che emerge da queste nomine è piuttosto netto. Xbox sotto la guida di Asha Sharma non punta semplicemente a lanciare giochi o hardware più in fretta, ma a ripensare il modo in cui l’intera macchina funziona dall’interno. Portare dentro figure con esperienza nella gestione di piattaforme su larga scala, nella semplificazione dei processi e nella crescita di brand tecnologici significa che la priorità è diventare più agili, più reattivi e più vicini a chi sviluppa contenuti per l’ecosistema Xbox. E il fatto che Sharma abbia scelto di puntare così tanto su profili provenienti da CoreAI suggerisce che il modello operativo di quella divisione, costruito attorno alla sostenibilità economica e alla velocità, sarà il riferimento per la nuova fase della divisione gaming di Microsoft.
