Quasi un anno dopo l’annuncio, Trump Phone resta un oggetto misterioso. Del T1 Phone, lo smartphone legato al nome di Donald Trump e di suo figlio Eric attraverso l’operatore virtuale Trump Mobile, non esiste ancora nemmeno un prototipo funzionante visibile al pubblico. Nessun campione di pre-produzione, nessuna demo dal vivo. E adesso arriva pure una modifica silenziosa ai termini del preordine che riduce drasticamente le tutele per chi ha già versato dei soldi.
Il punto centrale è questo: la società ha aggiornato le condizioni specificando che il deposito di circa 90 euro richiesto agli utenti non equivale a un acquisto vero e proprio del dispositivo. Si tratta, secondo la nuova formulazione, di una semplice “opportunità condizionata” nel caso in cui Trump Mobile decida, un domani, di mettere effettivamente in vendita il prodotto. E non è tutto, perché nello stesso documento l’azienda precisa di non garantire né l’avvio della produzione né il rilascio commerciale di T1 Phone. Una posizione decisamente diversa rispetto a quella comunicata inizialmente. Va detto che anche in questa revisione, apparsa online il 6 aprile, si parla della possibilità di richiedere un rimborso contattando l’assistenza, e viene specificato che in caso di cancellazione del progetto sarebbero previsti rimborsi completi. Curiosamente, al momento la pagina con i termini sembra avere problemi di caricamento, ed è accessibile solo forzando la visualizzazione dalla console del browser.
Un dispositivo che ha cambiato faccia (e promesse) più volte
Quanto ci si possa fidare delle dichiarazioni sui rimborsi è una domanda legittima. La storia del T1 Phone, fin qui, non aiuta molto a costruire fiducia. Al momento dell’annuncio, lo smartphone veniva presentato come un dispositivo “Made in America”, con lancio previsto per settembre 2025. Col passare dei mesi, quella definizione è sparita dal materiale promozionale, rimpiazzata da espressioni più generiche come “American-Proud Design”. Anche la finestra di lancio è stata spostata in avanti più volte, senza che sia mai stata comunicata una data certa.
Pure il design ha subìto trasformazioni notevoli. La prima versione mostrata ricordava uno di quegli smartphone Android economici senza marchio, con un modulo fotografico vagamente ispirato a quello degli iPhone. Poi sono circolate immagini che raffiguravano un Galaxy S25 e un iPhone 16 Pro ritoccati in modo piuttosto grossolano con una finitura dorata. Qualche settimana fa, un dirigente della società ha mostrato durante una videochiamata un telefono con un aspetto ancora diverso, ma completamente spento. Nessuna accensione, nessuna dimostrazione del software.
Certificazioni mancanti e un secondo modello annunciato senza dettagli
Secondo quanto dichiarato dalla società, T1 Phone avrebbe dovuto ottenere la certificazione di T-Mobile entro marzo, ma ad oggi non sono arrivate conferme ufficiali né dall’operatore né da Trump Mobile stessa. L’azienda sostiene inoltre di essere al lavoro su un secondo modello, chiamato T1 Ultra, anche se sul progetto non esistono al momento informazioni concrete di alcun tipo.
La sensazione di trovarsi davanti a quello che nel gergo tecnologico viene definito vaporware, ovvero un prodotto annunciato ma che non arriva mai sul mercato, si fa sempre più forte. Negli Stati Uniti, alcuni politici del Partito Democratico hanno iniziato a muoversi per indagare sulle attività di Trump Mobile, ma finora da quel fronte non è emerso nulla di significativo.
