Microsoft ha deciso di pagare i propri dipendenti per andarsene, e le cifre in ballo sono davvero notevoli. Per la prima volta in cinquant’anni di storia, il colosso di Redmond ha messo in piedi un programma di pensionamento volontario destinato ai lavoratori più fedeli negli Stati Uniti, quelli che hanno dedicato buona parte della loro carriera all’azienda.
La notizia è trapelata dai canali interni prima ancora che venisse comunicata ufficialmente. L’obiettivo è abbastanza chiaro: snellire l’organico proponendo condizioni di uscita che, bisogna ammetterlo, sembrano parecchio allettanti. Non si tratta di tagli indiscriminati, però. Il programma è pensato per figure professionali con un lungo percorso alle spalle, e proprio per questo le condizioni sono ben diverse da quelle riservate agli assunti più recenti.
Come funziona la regola del 70 e chi può aderire
Il criterio di selezione ruota attorno alla cosiddetta regola del 70: possono accedere al piano tutti quei lavoratori la cui età anagrafica, sommata agli anni di servizio effettivo in azienda, raggiunge o supera quota settanta. Stando alle stime, circa l’8% della forza lavoro statunitense di Microsoft rientrerebbe nei requisiti. In termini pratici, si parla di quasi novemila persone potenzialmente idonee.
La proposta economica non è uguale per tutti, ed è strutturata su più livelli tenendo conto dell’anzianità e della posizione ricoperta. Chi occupa un ruolo di livello intermedio riceverà una settimana di stipendio base ogni sei mesi di servizio. Per i dirigenti senior, invece, l’offerta raddoppia: due settimane di retribuzione per lo stesso periodo, con un tetto massimo fissato a trentanove settimane di paga.
Ma il pacchetto non si ferma alla parte economica in senso stretto. Microsoft aggiunge una copertura sanitaria completa per cinque anni, che include cure mediche, odontoiatriche e oculistiche. Un dettaglio che negli Stati Uniti fa tutta la differenza del mondo. Va detto che solo il primo anno sarà interamente a carico dell’azienda, mentre per i restanti quattro chi aderisce dovrà versare un premio mensile. C’è poi la questione delle azioni: il piano prevede sei mesi di maturazione accelerata per le opzioni azionarie non ancora incassate, che diventano un anno intero per chi vanta oltre ventiquattro anni di carriera continuativa.
Quanto costerà tutto questo a Microsoft
L’operazione, nel suo complesso, comporterà per Microsoft un esborso stimato di circa 800 milioni di euro. Una cifra che a prima vista sembra enorme, e lo è. Ma va messa in prospettiva: corrisponde più o meno ai ricavi che l’azienda genera in una singola giornata. Questo dà la misura della scala su cui opera il colosso tecnologico e di quanto, in fondo, un investimento del genere sia del tutto sostenibile per le casse di Redmond.
Adesso i dipendenti idonei hanno un mese di tempo per valutare la proposta e decidere se accettare il pensionamento volontario oppure restare al proprio posto e continuare l’attività lavorativa. Microsoft, dal canto suo, scommette sul fatto che una buona fetta di quei novemila lavoratori troverà l’offerta abbastanza convincente da accettarla.
