Le nuove batterie Energizer Ultimate Child Shield rappresentano una novità importante per chi utilizza gli AirTag di Apple in casa, soprattutto in presenza di bambini piccoli. Si tratta di pile a bottone nel formato 2032, lo stesso utilizzato dai tracker di Apple, progettate specificamente per ridurre i rischi legati all’ingestione accidentale.
Il funzionamento è piuttosto ingegnoso. Queste batterie non provocano ustioni da ingestione se vengono accidentalmente inghiottite da un bambino. Inoltre, contengono un elemento che colora la bocca di blu quando entra in contatto con la saliva, permettendo a genitori e caregiver di accorgersi immediatamente dell’accaduto e intervenire in fretta. Come ulteriore misura di sicurezza, la superficie delle pile è rivestita con un rivestimento amaro, pensato per scoraggiare i più piccoli dal portarle alla bocca.
La questione della sicurezza delle batterie contenute negli AirTag non è affatto nuova. Quando il dispositivo fu lanciato nel 2021, un rivenditore australiano decise addirittura di ritirarlo dagli scaffali perché la parte posteriore del tracker può essere aperta per rimuovere la batteria. Il meccanismo di apertura richiede una pressione seguita da una rotazione, un processo in due passaggi che Apple aveva dichiarato conforme agli standard internazionali di sicurezza per i bambini. Nonostante questo, la Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (ACCC) avvertì i genitori di tenere gli AirTag lontani dalla portata dei bambini, ritenendo che quel sistema di chiusura non fosse sufficiente.
Le normative e i rischi legati alle pile a bottone
Negli Stati Uniti, Apple aggiunse un’etichetta di avvertimento sulla confezione degli AirTag, specificando che la pila a bottone contenuta nel dispositivo deve essere tenuta lontana dai bambini a causa del rischio di lesioni gravi o morte in caso di ingestione. Un avviso analogo fu inserito anche nell’app Dov’è, visibile nel momento in cui si procede alla sostituzione della batteria.
Queste misure arrivarono dopo l’adozione della cosiddetta “Reese’s Law“, una legge che prende il nome da una bambina deceduta nel 2020 dopo aver ingerito una pila a bottone contenuta in un telecomando. Le pile a bottone possono infatti restare bloccate nell’esofago di un bambino, e la saliva innesca una reazione alcalina capace di provocare ustioni interne in meno di un’ora. Un dettaglio che fa capire quanto sia concreta e seria la questione.
Un’opzione in più per i genitori, ma con un’avvertenza
Le nuove batterie di Energizer potrebbero rappresentare una soluzione concreta per quei genitori che vogliono continuare a usare un AirTag senza rinunciare alla tranquillità sulla sicurezza dei propri figli. Le pile sono già disponibili nei punti vendita statunitensi.
